Pellegrino: “Palermo mi ha trasmesso fiducia. Sogno Nazionale, Mondiale e Champions”
L’attaccante del Parma Mateo Pellegrino ha rilasciato una lunga intervista al canale argentino Olé, nella quale si è raccontato a 360°. Il centravanti argentino ha parlato dei suoi sogni ma anche di chi lo ha aiutato nella sua carriera, tra cui uno storico attaccante come Martin Palermo: "Mi ha aiutato moltissimo perché mi ha dato fiducia in un momento in cui sentivo di non averne. La fiducia viene da dentro, ma lui mi ha spronato, e gliene sarò grato per tutta la vita. Oltre a essere un allenatore eccezionale, era una persona meravigliosa, incredibilmente umile. Mi diceva sempre di credere che il prossimo pallone potesse essere un gol, di avere fiducia che ogni cross o ogni rimpallo potesse arrivare a me, che i gol sono gol, e mi ha aiutato molto dal punto di vista mentale”.
A quale attaccante ti ispiri attualmente e chi era il tuo preferito da bambino?
“Oggi direi che il numero nove per eccellenza è Haaland, perché è un giocatore completo, segna in tanti modi diversi e, come finalizzatore, penso sia assolutamente fenomenale. Poi guardo molti altri giocatori: mi piace molto come si muove Lautaro Martínez in area di rigore e, quando ero più giovane, guardavo Ibrahimović e Ronaldo”.
Hai qualche sogno per la tua carriera?
“Il mio sogno, fin da bambino, è sempre stato quello di giocare in nazionale. È l'obiettivo principale della mia carriera, insieme a partecipare a un Mondiale. Mi impegno ogni giorno per realizzarlo, lavoro sodo ogni giorno e lo vivo con entusiasmo, perché questo è il mio sogno”.
Anche se la concorrenza in Nazionale è alta.
“È complicato, ma non bisogna mai smettere di credere che sia possibile. Quindi lotterò fino all'ultimo giorno della mia carriera”.
Giocare in Champions League rientra tra questi sogni?
“Sì, certo. Cerco sempre di capire cosa sia meglio per la mia carriera. Non mi piace pormi dei limiti. Mi piace continuare a crescere e andare nei migliori club. Giocare in Champions League sarebbe ovviamente fantastico. Proprio come quando ero in Argentina, dissi che giocare in Copa Libertadores era una cosa meravigliosa, e ci sono riuscito. Ovviamente, essendo qui in Europa, giocare in Champions League sarebbe fantastico, e poter rivivere quelle serate di Champions League che guardavo da bambino sarebbe grandioso”.
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