Pavarini: “Crespo era extraterrestre, non mi aspettavo di restare sette anni a Parma”
A DoppioPasso Podcast, l’ex portiere del Parma e ora preparatore degli estremi difensori ducali Nicola Pavarini ha parlato della sua carriera dentro e fuori dal campo. Queste le sue parole sui sette anni trascorsi nella città emiliana.
“Dopo Reggio Calabria c’è stato un piccolo intermezzo tra Siena e Lecce, poi sono arrivato a Parma. Sono stati sette anni inaspettati, con varie vicissitudini. Non pensavo di rimanere così tanto, ma sono stato contento di rimanere e finire nel 2014 con l’Europa League. Ho deciso di smettere nel 2014, avevamo raggiunto un obbiettivo storico che poi, per dinamiche tecniche e per aspetti UEFA non si è concretizzato. Ho deciso di rimanere all’interno del Parma come responsabile area portieri, avevo un buonissimo rapporto e avevo scelto di iniziare un percorso come responsabile, coordinando gli aspetti dell’area. Lucarelli, Amauri, Giovinco erano tutti giocatori che c’entravano poco con il contesto Parma. Anche Crespo a fine carriera si vedeva che era un giocatore extraterrestre. Due giocatori con cui ho giocato, Morfeo e Cassano, si vedeva proprio che erano fuori contesto. Avevano tutto per essere ad altissimo livello, mi chiedevo che ci facessero lì. Poi erano lì anche loro per mille motivi, ma si vedeva che erano diversi. Con Cassano ho avuto un buonissimo rapporto, franco e diretto".
Sulla sua carriera: "Alla mia carriera do un 9, secondo me non avendo un particolare talento e non avendo una particolare predisposizione fisica ho raggiunto il massimo di quello che potevano essere le mie capacità. Ho cercato di rubare il più possibile da tutti, la voglia di non mollare mai e non saltare mai un allenamento è una dinamica che mi riconosco, e che mi ha portato ad alti livelli senza avere una struttura fisica che mi potesse portare verso quelle destinazioni. Mi ha portato ad essere testardo, a fare tutto per volere arrivare lì”.
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