Open VAR, Tommasi spiega il rosso a Pobega: “Ha tutti i crismi per il grave fallo di gioco”
È arrivato quest’oggi l’ormai consueto appuntamento con Open VAR, trasmissione realizzata da DAZN in collaborazione con l’AIA, dove si vanno a spiegare le principali controversie arbitrali di giornata. Grande spazio dedicato al rosso comminato a Pobega in Bologna-Parma: Dino Tommasi, protagonista della puntata, ha spiegato come la motivazione sia da ricercare nell’attitudine dello stesso Pobega, che una volta superato ha fatto di tutto per fermare Keita, mettendo a rischio la sua incolumità. Di seguito le sue parole:
“Collu dal campo vede l’ancata e lo dice, quindi inizialmente ammonisce Pobega per SPA, cioè l’interruzione di un’azione pericolosa. Poi alla revisione, Ghersini e Maggioni vedono questa attitudine di Pobega, che una volta vistosi superato fa di tutto per fermare l’avversario e allunga con la gamba tesa i tacchetti sul polpaccio in velocità. Questo ha tutti i crismi per il grave fallo di gioco. Mette a rischio l’incolumità fisica dell’avversario? Sì. Ci sono situazioni e dinamiche diverse in cui il tacchetto esposto viene derubricato a giallo: sono quelle situazioni in cui il difendente entra inizialmente per colpire il pallone con un inizio di vigoria apparente, ma poi ritrae la gamba e avviene solo uno sfioramento; sono questi i casi in cui si derubrica a giallo per imprudenza. Non è questo il caso: Pobega, vistosi superato, fa di tutto per fermare Keita e con la gamba tesa mette i tacchetti all’altezza del polpaccio”.
Federica Zille: “È proprio per questo che sottolineano più volte, anche allo stesso Pobega che chiede spiegazioni, della gamba tesa. Se fosse stato cinque centimetri più avanti, probabilmente questo intervento sarebbe stato molto più pericoloso. È vero che le conseguenze non sono così gravi, ma la ratio del grave fallo di gioco è quello di prevenire, piuttosto che punire un intervento che è già pericolosissimo”.
Conclude Tommasi: “Certo, è l’attitudine di Pobega, che a Collu spiega che è la corsa. In realtà nella corsa allunga chiaramente la tacchettata per fermare l’avversario, quindi diventa pericolosa per la sua incolumità fisica. La decisione finale è corretta, indubbiamente”.
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