Non è solo fortuna: il Parma convince per carattere e cinismo
Dopo i risultati delle ultime settimane, ma a maggior ragione dopo la vittoria a Milano, i media e alcuni opinionisti si erano concentrati più sulla fortuna del Parma che sul lavoro svolto da Carlos Cuesta e dai giocatori. La crescita della squadra sia a livello di solidità che di cinismo, è stata spesso messa in secondo piano, oscurata quasi sempre dalle etichette "catenacciari" e "anticalcio". Per un'analisi corretta, sarebbe adeguato sottolineare invece il miglioramento collettivo del Parma dopo la sconfitta con la Lazio. Non era facile riprendersi dopo un ko arrivato in doppia superiorità numerica, eppure i ragazzi di Cuesta hanno ottenuto da lì fino a oggi 19 punti in 12 partite. Numeri monstre per una squadra che si deve salvare, e sulla carta, a inizio anno, tutti avrebbero dubitato su una salvezza tranquilla dopo il mercato "rivoluzione" e la scommessa Cuesta. È inutile negare che in alcune partite sia girata bene, per esempio a Lecce, con l'autogol di Thiago Gabriel o a Pisa, ma è corretto citare anche la gara di Cagliari all'andata che il Parma avrebbe meritato di vincere ma che per episodi sfortunati ha perso 2-0.
La difesa a tratti impenetrabile, è sintomo di tanto lavoro fatto in estate da Cuesta e dal suo staff, soprattutto se si pensa alle difficoltà incontrate l'anno scorso in fase difensiva dal Parma. In fase offensiva, alcune lacune ci sono ancora, ma con gli innesti nuovi il mister ha avuto più soluzioni a disposizione e questo si è evidenziato anche nei risultati: 3 vittorie nelle ultime 4 partite. Inoltre, con Bologna, Verona, Milan e Cagliari, sono arrivati gol sempre dopo l'80', a testimonianza del carattere che questa squadra ha dimostrato di possedere. Dunque, chi per cavalcare il mainstream ha screditato il Parma e Cuesta a inizio anno e durante la stagione, si dovrà ampiamente ricredere, perché fino a prova contraria, i risultati parlano. Banalizzare i 33 punti in 27 partite e ridurli alla mera fortuna, è alquanto riduttivo e per niente obiettivo.
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