Nevio Scala elogia Cuesta: “Fra noi è nata una stima, sta facendo veramente un ottimo lavoro”
Nel corso della festa di martedì scorso dei Parma Club dedicati a Sandro Melli e Marco Osio, l’ex allenatore gialloblù Nevio Scala ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta di Parma, pubblicata oggi. Nell’occasione ha raccontato, tra le altre cose, alcuni particolari del suo rapporto con l’attuale tecnico crociato Carlos Cuesta. Ecco le sue parole sull’argomento:
Carlos Cuesta quando parla di te lo fa con grande ammirazione, con grande amicizia, con parole di grande stima.
“Ci stiamo scrivendo, non giornalmente ma abbastanza spesso. Siamo in contatto via whatsapp ed è nata fra di noi una stima che nasce da un valore che anche lui possiede. Gli ho raccontato alcune cose che io facevo, gli ho detto che l'umiltà e la semplicità sono fondamentali per le grandi imprese e probabilmente lui ha sentito sue queste parole e credo che le abbia trasmesse ai suoi calciatori. Gli ho suggerito alcune cose.
Ci dici cosa?
“Per esempio di usare il timbro della voce in un certo modo, che è importante quando si rimprovera qualcuno e di lasciar perdere tante cose che nel mondo del calcio riempiono la bocca alla gente. Tipo il 4-4-2 oppure il 3-5-2, tutte cose importanti ma non fondamentali. La cosa fondamentale è avere la stima dei giocatori che ha a disposizione e credo che questo lui lo stia facendo. Al di là dei valori che la squadra esprime, mi dicono abbastanza buoni, ma non eccelsi. Credo che lui stia facendo veramente un ottimo lavoro e mi auguro che questo periodo, questo buon momento prosegua fino alla fine del campionato. E gli ho promesso, visto che lui me l'ha anche chiesto, che un pomeriggio, appena mia moglie starà bene, andrò a Collecchio per salutarlo per stare un po di tempo con lui, anche per vedere come lavora. Me lo ha ribadito alla festa anche il team manager del Parma (Alessio Cracolici ndr). E queste testimonianze mi emozionano, perché significa che abbiamo lasciato un seme di una salute e di un'intensità che noi non abbiamo saputo e voluto sfruttare, altrimenti chissà dove saremmo arrivati….Invece, sono orgoglioso che questa semplicità e questa umiltà sia apprezzata ancora adesso”.
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