Morfeo: "Non mi aspettavo questo rendimento del Parma. Cuesta è stato bravo a farsi accettare dallo spogliatoio"

07.03.2026 12:03 di  Nicolò Serventi   vedi letture
Morfeo: "Non mi aspettavo questo rendimento del Parma. Cuesta è stato bravo a farsi accettare dallo spogliatoio"
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© foto di Federico De Luca

In una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, Domenico Morfeo, ex fantasista di Parma e Fiorentina, in vista del match di domani tra le sue due vecchie squadre, ha commentato così la sfida del Franchi:

Su che partita si aspetta domani.
"Una partita moderna, cioè con tanto ritmo, tanta corsa, tanta tattica, tanti schemi e poca fantasia. D’altronde, questa è l’evoluzione, o l’involuzione, del calcio: ai miei tempi, si badava alla tecnica, ora anche se non sai stoppare il pallone come Dio comanda giochi in Serie A. In ogni caso, mi aspetto una sfida nella quale la Fiorentina dovrà dare l’anima per cercare di vincere, mentre il Parma sarà mentalmente più tranquillo, con meno pressioni. E l’aspetto psicologico spesso fa la differenza".

Sul campionato shock della Fiorentina.
"E chi se lo aspettava? Se leggete i nomi della rosa non potete certo dire che è un gruppo da ultimi posti. De Gea, Ranieri, Kean, Fagioli, Brescianini, Piccoli: giocatori che possono stare in squadre della parte sinistra della classifica. Eppure, quando entri nel tunnel, fai fatica a uscirne. Inoltre, l’ambiente caldo, anzi bollente, di Firenze non aiuta".

La Fiorentina si salverà?
"Penso di sì. Lo dico da ex Viola e da appassionato: non si può immaginare una A senza la Fiorentina. Però ci sarà da soffrire, già domani contro il Parma. Ora bisogna alzare il livello della concentrazione e prendere tutte le sfide come finali. Il carattere conta più di tutto".

Sulla stagione del Parma.
"Sono tra quelli che avevano qualche perplessità, lo ammetto senza paura. Il Parma ha venduto giocatori importanti come Leoni, Sohm, Man, Mihaila, Bonny, e per rimpiazzarli non ha acquistato fenomeni. Inoltre ha cambiato allenatore, è arrivato un giovanissimo che non aveva mai guidato una squadra da “primo”: qualche dubbio ce l’avevo. Poi, però...".

Cosa è successo?
"Tre fattori sono stati decisivi: un pizzico di fortuna negli attimi importanti. L’allenatore è sempre stato protetto dalla società senza tensioni o polemiche. Cuesta ha mostrato quel pragmatismo che, in A, paga sempre. Siccome era spagnolo, giovane e aveva lavorato con Arteta all’Arsenal, qui a Parma pensavano di vedere il calcio-champagne. Invece lui ha guardato il gruppo a disposizione, ha capito che certe cose non avrebbe potuto chiederle ai suoi ragazzi, ha organizzato bene la fase difensiva e ha cominciato a fare punti. Ah, dimenticavo: Cuesta è stato molto bravo a farsi accettare dallo spogliatoio, si vede che la squadra lo segue".

Su Vanoli invece.
"Non vorrei essere nei suoi panni, e la situazione in cui si trova è uno dei motivi per cui non sono rimasto nel calcio. Io farei fatica a gestire certe pressioni, non sarei riuscito a dare il massimo. Vanoli, invece, ci sta provando con tutte le sue forze e ci ha sempre messo la faccia, non si è mai tirato indietro. Questa è una qualità da sottolineare".

Chi vincerà domani?
"Il Parma sta bene sia fisicamente sia mentalmente. Se riesce a indirizzare la partita dove desidera, magari Pellegrino indovina la zuccata e poi diventa difficile superare la barriera che organizza Cuesta. Vanoli deve affidarsi al gruppo".

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