Manenti sulla conferenza di presentazione: “Un attacco alla persona. Il Parma non valeva neanche un euro”

07.06.2026 15:18 di  Edoardo Mammoli   vedi letture
Manenti sulla conferenza di presentazione: “Un attacco alla persona. Il Parma non valeva neanche un euro”
© foto di ParmaLive.com

All’interno del documentario “Uno, nessuno, Manenti”, realizzato da DAZN, viene ripercorsa anche la celeberrima conferenza stampa dell’ex presidente crociato Manenti, che ha sottolineato come questa si sia trasformata in un attacco verso la sua persona: “Durante quella conferenza stampa fu travisata tutta quella che doveva essere la scaletta che era stata concordata. Era un vero e proprio attacco alla persona. Nel momento in cui un giornalista mi disse che avevo acquistato il Parma a un euro, dico che in economia se una società perde soldi da cinque anni non vale neanche un euro. Quindi di cosa stiamo parlando?”. A tal proposito ha parlato anche Federico Venturi Ferriolo, avvocato esperto di diritto sportivo: “Il valore di un euro sta a fotografare quello che è il valore reale della società in quel momento. È valore simbolico, perché evidentemente l’acquirente valuta che la società in quel momento abbia una situazione patrimoniale e finanziaria deficitaria, in passivo”.

A ricordare l’evento è stato anche Stefano Perrone, COO del Parma, che ha sottolineato la stranezza del personaggio Manenti: “Una conferenza stampa particolare, quasi surreale. La sala stampa del Tardini è abituata a ospitare solo giornalisti, mentre quel giorno c’erano venti agenti di polizia antisommossa, di fronte a un personaggio che era difficile da rendere credibile. Era vestito non nel classico stile da imprenditore o presidente e masticava in continuazione una gomma”.

Ma, a dir la verità, era una strategia attuata dallo stesso Manenti, che ne parla così: “Rimarco che io non ho mai mangiato una gomma in vita mia se non in quel momento lì, per sfidare un po’ questi personaggi. La giacca non era mia, l’avevamo trovata a Parma e l’avevamo messa giusto per far vedere che non erano i soldi a far la differenza ma le idee. Mi chiamavano ‘Marchionne’, perché anche lui vestiva in modo molto semplice. Io non sono mai stato un elegantone. Siccome vendevo prodotti agli agricoltori, il più delle volte mi presentavo in azienda con la macchina impolverata e con l’abbigliamento che poteva essere il più vicino possibile all’agricoltore”.

LEGGI QUI: La storia di Manenti: "Facevo manutenzione del verde. Dal 2015 in poi fatico a trovare lavoro"