Malagò: "Serve rivoluzione culturale. Euro 2032? Ci faremo trovare pronti"
Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Giovanni Malagò fa il punto anche sulle prospettive del calcio italiano da qui ai prossimi 6 anni: "si torna alla rivoluzione culturale, che non significa non dare peso a ciò che ci aspetta, a cominciare dalla Nations League di fine settembre, ma, allo stesso tempo, dobbiamo rivolgere lo sguardo alla base, ai giovani che rappresentano il futuro. So che davanti abbiamo l’Europeo 2028, il Mondiale 2030 e l’Europeo 2032, ma so anche che dall’eliminazione con la Bosnia ad oggi non sono sbocciati dei fenomeni a cui pensare".
Euro 2032... noi e la Turchia paesi organizzatori, i turchi con gli stadi pronti, noi solo con l’Allianz Stadium in regola con tutti i parametri richiesti.
"Non sono preoccupato, ma sono uno di quelli che non vuole perdere nemmeno un secondo, che vuole stare sempre sul pezzo. Non lo perderemo grazie alla collaborazione di tutti i soggetti in campo".
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