Gilardino: "L'esultanza nacque a Parma in una cena, poi Marchionni mi fece assist e iniziai a fare il violino"

10.06.2026 19:27 di  Riccardo Civa   vedi letture
Gilardino: "L'esultanza nacque a Parma in una cena, poi Marchionni mi fece assist e iniziai a fare il violino"
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Su Cronache di Spogliatoio, Alberto Gilardino ha raccontato la propria carriera, descrivendo tutte le tappe e la nascita della sua esultanza dopo un gol con il Parma. Queste le dichiarazioni: "L'esultanza con il violino, una cosa inventata in una cena insieme ai miei compagni a Parma e dopo tre giorni l'abbiamo riproposta in campo. Marco Marchionni mi fece assist e io segnai, da subito iniziai a fare il violino come esultanza. Il primo anno a Parma mi servì molto per integrarmi in una squadra forte con giocatori importanti. Giocavo poco, ma fu un anno importante per poi fare bene i seguenti anni. Quando andai dopo al Milan non ero ancora pronto. Venivo da una realtà come Parma dove avevo fatto bene gli ultimi anni, ero molto bomber in quegli anni, molto egoista, ma arrivai in un contesto di squadra dove c'erano tantissimi campioni e dove la cultura era la cultura della vittoria di un trofeo come campionato e Champions".

Dopo il calcio giocato, l'allenatore:
"Ho avuto poca pausa dopo aver smesso, perché ho avuto subito la possibilità di fare il corso. A settembre ho inziato a Rezzato come collaboratore, è stata un'esperienza formativa in cui tutti mi dicevano di essere matto, perché era impensabile fare il collaboratore in Serie D ma non mi interessava il pensiero degli altri. Volevo capire se questo lavoro potesse piacermi. E' stata una bella gavetta, mi ha dato modo di potermi confrontare con realtà diverse e mi ha dato modo di sbagliare, fare cose giuste e apprendere. La mia carriera è inziata dal basso ma sono orgoglioso di questo. L'obiettivo deve essere quello di mettere nelle condizioni migliori di rendere i giocatori. Le distanze nel calcio sono tutto, sia in difesa che in attacco. Mi piace avere una squadra compatta e corta, portare tanti uomini nell'area avversaria".

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