Frey su Adriano: “Uno dei migliori della sua generazione a Parma. Ma era molto sensibile”
Intervenuto sul canale YouTube Footballdayy, l’ex portiere crociato Sebastien Frey ha parlato di Adriano, suo compagno proprio ai tempi del Parma, ricordando le sue grandi qualità ma anche il suo carattere molto fragile: “Era un campione con la sensibilità di un bambino molto fragile. Stiamo parlando di Adriano, sicuramente uno dei migliori giocatori della sua generazione a Parma. Esplose al punto che l’Inter di Milano fu costretta a riprenderlo e lui si ritrovò a portare tutto quel peso sulle proprie spalle per due anni. All’Inter rendeva bene perché era in squadr ed era davvero mostruoso. Era anche di una gentilezza incredibile, molto sensibile. Sua madre, che è ancora viva, ogni tanto mi telefona quando si ricorda di me. Adriano era molto legato alla famiglia. Suo padre viveva con lui in Italia, insieme anche allo zio”.
Continua: “Purtroppo però ci fu la morte di suo padre, e da lì per lui iniziò una vera discesa agli inferi. Non si è mai più ripreso. Ed è vero che, da quel momento, calcisticamente parlando, fu l’inizio della fine per lui. Suo padre era il suo equilibrio, il suo alleato, il suo migliore amico. Io l’ho vissuto in prima persona, perché andavamo spesso a mangiare insieme. E lui ha perso completamente i suoi punti di riferimento. Per un anno e mezzo ha continuato ad andare avanti, ma si vedeva che c’erano anche problemi extracalcistici. Ed è un peccato, davvero un peccato, perché avrebbe meritato molto di più. Comunque resta uno dei più grandi giocatori al mondo della sua generazione. Ha vinto tanto ed è stato un punto di riferimento anche nella nazionale brasiliana. Ma sinceramente penso che, a un certo punto, parlare di Pallone d’Oro per Adriano sarebbe stato assolutamente normale”.
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