Cipriani: "Questo Bologna, a differenza del 2005, è più forte delle ultime"
La Repubblica, nell’edizione di Bologna di oggi, pubblica un’intervista all’ex calciatore Giacomo Cipriani, protagonista della retrocessione dei rossoblù nel 2005 dopo il doppio spareggio con il Parma. Un finale di stagione incredibile per il Bologna, che fino a fine marzo coltivava ancora il sogno Europa grazie a una buona classifica. Poi il crollo verticale, del tutto inatteso: undici giornate senza vittorie per la squadra guidata da Carlo Mazzone e, infine, gli spareggi con il Parma che sancirono la retrocessione dei rossoblù. Ecco un estratto delle dichiarazioni di Cipriani, che rivive quei momenti collegandoli alla spirale negativa in cui oggi sembra essere precipitata la squadra.
Vede analogie fra oggi e quell'annata stregata?
"Non esageriamo allora non venivamo da un trofeo vinto e non avevamo lo status che questo Bologna s’è guadagnato. Quel crollo si innescò con uomini importanti venuti meno, un momento di flessione in cui chi le sostituiva faticava, il mercato di mezzo; poi iniziarono sconforto, frustrazione e timore. A un certo punto avevamo paura di fare le cose più semplici, appena entravamo in campo sentivamo addosso negatività, non ci riusciva più nulla. Ma c'era anche altro oltre alle nostre difficoltà spingersi giù; vedevamo cose che ci sembravano assurde e poi si scoprì Calciopoli. In più le squadre in lotta per la salvezza allora erano di livello superiore, una volta caduti in quelle zone poi te la giocavi quasi alla pari mentre questo Bologna è molto più forte delle ultime. Giocare ogni tre giorni può aiutare a resettare subito, noi stavamo una settimana a rimuginare su pensieri negativi".
Capiste tardi che bisognava resettarsi, puntando a salvarsi?
"Forse sì. Ma il Bologna oggi ha tempo e qualità per risollevarsi: l'Europa sarà complicata, pazienza, ci si deve provare e non sempre ci si riesce, ma finire la stagione bene comunque importante. Col Parma è fondamentale, vincere aiuterebbe a riprendere autostima, perdere porterebbe a una situazione diversa. Non compromessa ma tale da spostare le energie sul cercare di stare tranquilli e basta".
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