Cherubini sul nuovo stadio: "L'interesse è concreto ma devono essere effettuate delle valutazioni"
Nella conferenza stampa di oggi Federico Cherubini ha chiarito la situazione riguardo al futuro del Tardini. Il CEO del Parma ha ribadito che, sebbene la proprietà Krause voglia investire, lo stadio non è un obbligo ma un’operazione che deve fare i conti con la burocrazia italiana e i costi crescenti, nella speranza che il Parma possa avere al più presto un nuovo stadio rinnovato. Qui le sue parole riguardo alla situazione del Tardini:
A oggi c'è ancora l'interesse per il nuovo stadio?
"Assolutamente sì, credo che in questi mesi parallelamente è partito un processo analogo negli USA. La proprietà vuole ridefinire il progetto. Il sistema calcistico italiano si regge sui diritti TV. Cinque anni fa le proiezioni davano una prospettiva, oggi un'altra. Krause sta facendo delle valutazioni, che partono dal desiderio di dare un nuovo stadio alla città, ma che devono andare incontro alla fattibilità. Tutte le comunicazioni le ufficializzeremo una volta decise. Ad oggi la divisione di Krause Group sta facendo le analisi".
Novità sullo stadio?
"Sapete che il progetto stadio nasce qualche anno fa con un progetto che ha fatto un iter burocratico arrivando a un buon percorso ma poi questo progetto non piaceva alla città e ai tifosi. C'erano polemiche sul lasciare Parma temporaneamente. Poi uno dei miei primi atti è stato quello di inviare una PEC al comune che volevamo prenderci del tempo per rivalutare il progetto, cambiandone la tipologia: passando a un progetto a fasi più articolato. In questo momento i nostri colleghi e amici stanno facendo un'analisi approfondita su cosa vuol dire questo passaggio. Ci sono delle criticità, non è detto che i costi siano ridotti ma soprattutto invito a una riflessione: ho sentito come se la famiglia Krause avesse l'obbligo di costruire lo stadio. Sembra che a Parma ci sia un problema, ma c'è dappertutto in Italia. Non ci sono agevolazioni economiche e gli iter burocratici sono difficili. Un ente privato deve valutare costi e benefici di quest'opera. In altre realtà stanno andando avanti, altre si sono fermate o tirate fuori. Noi siamo sicuri che da qui a brevissimo la nostra proprietà dirà in che direzione si vuole andare. Speriamo di giocare in un Tardini rinnovato al più presto".
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