Caos in area: per l'IFAB il gioco fisico sui calci d'angolo non è un problema e non servono cambiamenti
Mentre il calcio si evolve verso una precisione tecnologica sempre più spinta, una zona grigia del regolamento continua a far discutere: le trattenute e i corpo a corpo sistematici sui calci d'angolo. Nonostante le crescenti polemiche in Premier League e Serie A, non ultimo il caso del gol di Troilo in Milan-Parma, l’International Football Association Board (IFAB) ha deciso di non introdurre nuove misure restrittive.
Secondo i legislatori riuniti a Cardiff, la situazione non sta peggiorando. Una posizione che si scontra frontalmente con il parere di allenatori e calciatori: Arne Slot, tecnico del Liverpool, è stato categorico definendo i corner attuali "uno spettacolo non piacevole da guardare". Anche il portiere del Manchester United, Senne Lammens, ha descritto scenari nell'area piccola che impediscono ai numeri uno persino di staccarsi dalla linea di porta.
Il regolamento dice che finché il pallone non è colpito, l'arbitro non può fischiare fallo tecnico, limitandosi a richiami verbali che spesso cadono nel vuoto. Squadre come l'Arsenal di Arteta hanno trasformato questa zona grigia in una miniera d'oro, eguagliando il record di 16 gol da corner stagionali grazie a blocchi al limite del regolamento. Per Ian Maxwell, membro dell'IFAB, le tutele attuali bastano: una volta che la palla è in gioco, il VAR può comunque intervenire per assegnare un rigore. Tuttavia, il messaggio che arriva dal vertice scozzese è chiaro: per ora, il corpo a corpo resta parte integrante del gioco, lasciando agli arbitri l'arduo compito di distinguere tra sana fisicità e ostruzionismo puro.


