Ancora Buffon: “Nel contratto del ritorno a Parma c'era bonus Scudetto. Il ritiro anche per cappuccino e brioche”
Intervenuto nella prima puntata del nuovo format di Cronache di Spogliatoio “Affini”, la leggenda del Parma Gianluigi Buffon è intervenuta a fianco di Mario Calabresi. Tanti i ricordi riaffiorati per l’ex gialloblu, tra cui anche quelli dei giri dei benzinai della provincia emiliana e il ritiro, avvenuto a seguito di due anni a Parma da leader dello spogliatoio.
E’ vero che vi si poteva trovare ai benzinai di Parma?
“E’ vero, giravamo i benzinai di Parma. Quando arrivava l’inverno i campi erano duri per il freddo, e a noi portieri venivano borsiti enormi sui fianchi a furia di tuffarci. Non sapevamo cosa fare, e abbiamo pensato di andare dai benzinai per prendere le camere d’arie. Le mettevamo sotto la tuta e uscivamo che sembravamo dei campioni di capotavola. Ci permetteva e ci ha permesso di non aver problema di tuffarci, quando avevi la borsite era impossibile tuffarsi”.
Sul ritiro?
“Non avevo paura del giorno dopo del ritiro, perché negli ultimi anni mi sono creato una rete di protezione. Stavo bene in famiglia, con moglie, figli, parenti vari, ma anche con coppie di amici che so che c’erano per me come io per loro. Sapevo di aver coltivato i due o tre hobby che mi avevano aiutato parallelamente al calcio, non avevo il vuoto dietro. La verità è che ho smesso di giocare per due ragioni: mi ero fatto male per l’ennesima volta al polpaccio, e secondo perché nell’ultimo anno e mezzo sentivo il desiderio irrefrenabile di andare a fare colazioni normali. Volevo cappuccino e brioche, invece dovevo alzarmi e controllare la dieta”.
Se avessi vinto la Champions con la Juventus ti saresti ritirato?
“No. Sono sempre stato molto autocritico con me stesso e ho sempre alimentato i miei sogni. Per me significava avere tutte le ragioni di smettere a fine anno e trovarne una per continuare, e questa bastava. Potevano essere le Olimpiadi, il sesto Mondiale, la Champions con la Juventus, il tornare in Serie A con il Parma, tornare in Serie A e vincere lo Scudetto con il Parma, perché avevo anche questo nel contratto. Ma anche vincere il Pallone d’Oro, perché fino a 43 o 44 anni avevo le carte in regola per farlo. Per gli altri sembrava follia”.
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