Un'uscita amara e il rebus del campo: riflessioni sull'addio di Carlos Cuesta e il ritorno del 'Gila'

Alessandro 'Sandro' Melli (Agrigento, 11 dicembre 1969), bandiera crociata sia come giocatore che come dirigente, su ParmaLive.com parla dell'attualità in casa gialloblu
28.09.2026 00:00 di  Sandro Melli   vedi letture
Un'uscita amara e il rebus del campo: riflessioni sull'addio di Carlos Cuesta e il ritorno del 'Gila'

Il primo atto dovuto, prima di qualsiasi analisi di classifica o di campo, è un ringraziamento sincero a Carlos. Per un anno e qualche mese ha dimostrato di essere un professionista esemplare, sempre "sul pezzo", portando a casa i risultati richiesti: gli obiettivi della passata stagione sono stati centrati e anche quest'annata era in linea con le aspettative. Al di là dell'aspetto professionale, resta il dispiacere sul piano umano. Ho avuto la fortuna e il piacere di conoscerlo, e la sua partenza rappresenta una perdita importante. Ma il calcio, si sa, è fatto di scelte drastiche. La società ha optato per un cambio di rotta, affidandosi al ritorno di Gilardino. Da un punto di vista umano non posso che essere felice: è una persona che mi è sempre piaciuta moltissimo. Come allenatore è ancora presto per dare un giudizio definitivo, vista la giovane età, ma il profilo personale è indiscutibile.

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Entrando nel merito delle motivazioni, è innegabile che il nodo centrale sia stato il gioco. Una proposta calcistica che non ha mai brillato per spettacolarità, aprendo a un duplice interrogativo: quanto Cuesta abbia dovuto speculare per arrivare al risultato, o se invece, avendo a disposizione un organico di livello, si sarebbe potuto osare di più. Le opinioni a riguardo sono legittimamente divise. Tuttavia, va ascritto tra i meriti innegabili di Carlos quello di aver valorizzato diversi elementi della rosa, permettendo alla società di cederli a cifre importanti. Il quadro, insomma, è complesso. È probabile che l'incrinatura di fondo esistesse già da tempo, alimentata da divergenze mai del tutto appianate. Ma in casi come questo, la decisione forte arriva quasi sempre come una deflagrazione: una discussione accesa, parole forti volate in un momento di tensione, e posizioni irrigidite da ambo le parti. Quella scintilla, probabilmente, è stata soltanto la classica goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo.

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