Valeri: “Se segnassi domani non esulterei. Rispetto la maglia che ho addosso: con la Lazio vogliamo vincere”

03.04.2026 15:18 di  Francesco Servino   vedi letture
Valeri: “Se segnassi domani non esulterei. Rispetto la maglia che ho addosso: con la Lazio vogliamo vincere”

L’ex di giornata Emanuele Valeri ha parlato al Corriere dello Sport dell’imminente sfida tra Lazio e Parma. Lui, romano, è cresciuto nel settore giovanile biancoceleste e ha lasciato nel club un pezzo di cuore, ma si dice ora concentrato solo sul difendere i colori gialloblu: “Se segnassi domani sarebbe un mix di emozioni, sicuramente sarei felice perché al di là di tutto io porto una maglia addosso ed è la prima cosa che rispetto in campo, ma non credo che esulterei. Davanti può esserci chiunque ma noi vogliamo vincere. Vale anche per il Napoli che arriverà il prossimo fine settimana”.

Che cosa prova a giocare in casa della Lazio?
“Per me è la partita più emozionante della stagione, quella che aspetto ogni anno e vorrei giocare sempre. Io lì dentro ci sono cresciuto, con mio padre da piccolo andavo a vedere tutte le partite allo stadio e tutt’ora la seguo”.

Lo scorso anno all’Olimpico ha servito l’assist per il primo gol di Ondrejka.
“Sì, ma la cosa più importante è farmi vedere e dare il massimo”.

Verranno a vederla tutti gli amici e la famiglia?
“Sì, saranno tantissimi”.

Lei ha iniziato nei Pulcini della Lazio, all’Olimpico allora faceva il raccattapalle.
“Avrò avuto nove anni e per un bambino era la cosa più bella del mondo. Quando ti ritrovavi sotto la curva… ti sentivi parte di una cosa sola, che potevi dare veramente una mano ai giocatori”.

La Lazio sta vivendo un rapporto un po’ conflittuale con i suoi tifosi.
“Noi calciatori pensiamo solo a giocare, le contestazioni le lasciamo ai tifosi che hanno le loro ragioni. Poi è chiaro, domani mi dispiacerà giocare in uno stadio che non sarà pieno. La prima volta che sono stato con la Cremonese c’erano settantamila persone, fa piacere sentire l’amore dei tifosi ma rispetto le loro decisioni”.

Se le dico 26 maggio 2013?
“Eh, il derby in finale di Coppa Italia, indimenticabile. Ero allo stadio: lì ti senti parte di qualcosa che va oltre, non è una roba normale. Non ci sono partite che tengano, quel trofeo è storico. Anche se comunque il derby lo vuoi vincere sempre...”.

Anche in Emilia ce n’è qualcuno.
“Forse sono meno sentiti rispetto a quello di Roma ma io li vivo con la stessa intensità. Perché so che per i tifosi vincere il derby è la cosa più importante”.

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