Valeri sui compagni: “Siamo una famiglia, Keita è eccezionale. Non ci arrabbiamo, serve rispetto”

09.06.2026 21:17 di  Bartolomeo Bassi   vedi letture
Valeri sui compagni: “Siamo una famiglia, Keita è eccezionale. Non ci arrabbiamo, serve rispetto”

Protagonista della nuova puntata di Gialloblu Youth Reporters insieme a Caterina Ambrosi, l’esterno del Parma Emanuele Valeri ha parlato anche dello spogliatoio crociato, unito come una famiglia in questa stagione. Queste le sue parole.

Cosa vi dice Cuesta in spogliatoio? Cosa dice quando state perdendo?
“Dà tanti consigli, a chi più e a chi meno, poi ci dà la carica per fare ogni allenamento e partita al meglio. Dipende sempre dalla partita e dall’approccio che abbiamo noi e l’avversario, a volte si arrabbia ed è giusto. Dà qualche segnale, altre volte ci dice come mettere in difficoltà l’avversario e come correggerci noi”.

È vero che in spogliatoio si fa silenzio? Cosa fate dopo aver vinto? Il compagno più simpatico?
“No, lo spogliatoio lo affrontiamo come una famiglia. Se non c’è dialogo tra di noi non c’è nemmeno amicizia e fratellanza in quello che facciamo. Magari il giorno della partita sì, per concentrazione, ma tutti i giorni assolutamente no. Quando vinciamo festeggiamo e mettiamo musica, siamo molto più tranquilli che dopo una sconfitta. Quello che mi fa più ridere e con cui scherzo tanto è Mandela Keita, è un ragazzo eccezionale”.

Cosa ti dicono i compagni quando sbagli un cross? Quando sbagli in partita cosa pensi?
“I miei compagni niente per fortuna, perché credono che il cross dopo vada meglio. Io sicuramente mi arrabbio un po’, ma neanche troppo, perché penso a quello dopo e a farlo meglio. Un po’ di rabbia, ma sempre per cercare di migliorarsi e non fare lo steso errore. Non bisogna ripensarci due volte sullo stesso errore”.

Come gestisci la rabbia in campo?
“Io credo che difficilmente mi arrabbio in campo o vedo un compagno arrabbiato. Sono rari casi, non succede sempre, in campo bisogna avere un atteggiamento giusto. Poi capita essere arrabbiato, ma non si è da soli e bisogna sempre portare rispetto ai compagni”.

LEGGI QUI: Valeri: “A Parma sto benissimo e rimango volentieri, ma dipende dal contratto. Vogliamo alzare l’asticella”