Pellegrino sul padre: “Sono cresciuto come calciatore grazie a lui. Abbiamo gestito bene il rapporto”

14.04.2026 08:27 di  Edoardo Mammoli   vedi letture
Pellegrino sul padre: “Sono cresciuto come calciatore grazie a lui. Abbiamo gestito bene il rapporto”
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Nel corso della lunga intervista a Olé, l’attaccante del Parma Mateo Pellegrino ha ovviamente parlato del rapporto con suo padre, Mauricio, suo allenatore ai tempi del Velez, raccontando gli aspetti positivi e negativi di questa particolare esperienza: “Tra gli aspetti positivi, direi che, parlando di mio padre come allenatore, lo considero un grande allenatore. Oltre a essere un padre fantastico, perché è anche un ottimo padre, lo considero un grande allenatore che mi ha insegnato molto dal punto di vista puramente calcistico. Ha iniziato ad allenarmi quando sono stato promosso in prima squadra, quindi quelle sono state le mie prime esperienze. Capivo di non essere ancora abbastanza maturo per giocare quanto avrei voluto, ma sono cresciuto molto come giocatore grazie a lui”.

Continua: “Tra gli aspetti negativi, direi che forse la quotidianità era un po' difficile perché, alla fine, è sempre tuo padre. Il fatto di entrare nello spogliatoio e magari sentire un compagno di squadra parlare male di lui, o non so, compagni di squadra che non erano contenti della loro situazione in campo, magari non ti parlavano molto per via del disagio, forse temendo che potessi dire qualcosa a mio padre, cosa che poi non succedeva. Era difficile, perché vivevamo insieme nel club, poi tornavamo a casa e vivevamo di nuovo insieme. Il lato negativo è che è difficile separare l'essere padre dall'essere allenatore. Ma penso che entrambi l'abbiamo gestito molto bene ed è stata una grande esperienza per entrambi”.

Hai qualche aneddoto di quel periodo con lui a Vélez?
“Ricordo che mia sorella minore, che aveva otto o nove anni, a volte a tavola diceva: "Papà, perché Mateo non gioca?", il che creava sempre un momento imbarazzante. Racconto sempre un aneddoto che mi è rimasto impresso. C'era un allenamento in cui stavo giocando davvero bene, sentivo che tutto andava per il verso giusto, e lui non mi diceva niente, non si congratulava con me, non diceva una parola. Era domenica e di solito facevamo il barbecue a casa. Dato che ero arrabbiato con mio padre, invece di tornare a casa ho mangiato al centro sportivo e sono tornato verso le 15.00 o le 16.00. I miei zii e le mie zie erano a casa, quindi sono andato dritto in camera mia e da lì sentivo mia madre che imprecava contro mio padre, chiedendogli cosa avesse fatto e cosa stesse succedendo”.

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