Pellegrino: “Il gol contro la Juve me lo porterò con me per sempre. Voglio lasciare il segno come persona”
Intervenuto per la nuova puntata di ParmaRoots, l’attaccante del Parma Mateo Pellegrino è intervenuto per parlare di se stesso, del suo percorso e della sua mentalità. Questi i suoi pensieri.
Sull’infanzia e sulla sua identità: “Da bambino non è che avevo un sogno nel calcio, volevo solo giocare per divertirmi e godere quello che facevo. Quando ho cominciato a crescere un po’ ho capito di voler fare il professionista. Ho tanti ricordi, i primi sono quelli di quando giocavo in giardino con fratelli e papà in giardino. Io credo che come mentalità sono più argentino, da piccolo ho vissuto più quello. Mi sento più legato all’Argentina, ma ho un ricordo bello anche della Spagna, perché ci ho vissuto molto. E’ stato molto importante, la famiglia è la cosa più bella che ho. Ho imparato tanto in casa e sono felice di questo. Sono abituato a cambiare città spesso, quindi quando sono venuto qua a Parma era già una sensazione che avevo da piccolo. Conoscere nuove persone per esempio, mi ha facilitato perché lo facevo già da piccolo. Faccio meditazione perché faceva bene a mio fratello grande, ho cominciato anche io e la faccio ogni giorno. Mi ricordo che guardavo tanti video di Ronaldo Nazario, anche di Zlatan Ibrahimovic. Mio papà lavorava nel calcio e mi parlava di attaccanti, io però giocavo terzino e guardavo anche a dei difensori”.
Sui momenti difficili: “Ho avuto tanti momenti difficili, nella mia prima partita da titolare avevo fatto gol ma poi mi sono infortunato al ginocchio. Quei momenti erano difficili, sembrava tutto andasse bene ed è arrivato quel colpo. Poi sono andato in prestito all’Estudiantes per cercare minuti e non ho giocato, ma sono rimasto forte e per quello sono qua ora. Se si trovano situazioni non ideali io mantengo la testa fredda e questa è la mia forza”.
Sulla moglie Lola: “Quando ho conosciuto Lola mi ha aiutato tanto. Mi ha dato quella fiducia, perché sembrava che tutto girasse attorno al calcio e quello che mi definiva era quello che facevo in campo. Lei mi ha fatto capire che ero altro, mi ha aiutato molto. C’era la finale tra Estudiantes e Velez, ha esultato davanti a me e io ero arrabbiato, li c’è stata una discussione forte. Poi ce ne è stata un’altra, ma ha vinto il Velez, quindi nessun problema (ride, ndr). Il matrimonio è stato molto veloce, ne rifaremo uno bello con una festa. Mi piace cucinare, la sera. All’Estudiantes per la prima volta vivevo da solo e ho imparato a cucinare guardando video su Youtube, li ho imparato e lo faccio anche ora”.
Su Cremaschi: “E’ un ragazzo speciale, mi fa ridere tanto. A volte arriva in un modo e a volte in un altro, ma è un bravo ragazzo e mi ricorda di me stesso alla sua età. Gli voglio tanto bene e provo ad aiutarlo. Ha i genitori argentini ma per me lui è statunitense, sembra più degli USA. Però ha anche tante abitudini da argentini, quindi metà-metà. Ha ragione, mi vesto male, ma non mi interessa. Se mi vesto bene è per Lola. Però ha sbagliato a dire che preferisce il caffè, se bevi il mate una volta non puoi dire che preferisci il caffè. Li ha sbagliato. Gli ho detto di stare tranquillo dopo l’infortunio, sono cose che capitano. Mi era successo da giovane, ho dovuto stare tranquillo. E’ un ragazzo che si allena bene e lo vedono tutti, lo aspettiamo”.
Sul Parma: “Sapevo che ci avevano giocato tanti argentini qui, conoscevo la squadra per questo. Crespo, Ortega, Veròn, tutti hanno avuto un momento di gloria. Mi piace la città perché è tranquilla, e per come sono io mi godo tanto delle cose semplici. Una chiacchiera con Lola, il parco, sono un ragazzo tranquillo. Quando sono arrivato Nahuel e Lautaro mi hanno aiutato. Estevez mi ha aiutato con la lingua e le cose semplici, che sembrano così ma non quando arrivi. Il gol alla Juventus è stata una emozione incredibile. Tutti mi dicevano che quella partita era speciale e il perché, la aspettavo. Mi ricordo del gol sotto la curva e della vittoria, avevamo bisogno di punti per la salvezza. E’ stato molto bello e lo porterò con me per sempre. Provo a lasciare un bell’esempio per tutti e mi fa piacere se viene riconosciuto. In ogni posto dove ho giocato ho lasciato una bella immagine e tutti parlano bene di me come persona, mi fa piacere e spero che continui così. A me piace parlare con tutti, parlare tante lingue mi aiuta. Non rimaniamo solo tra argentini, ci piace scherzare con tutti. A noi piace scherzare con tutti, includiamo tutti”.
Sul suo sogno: “Un mio sogno è essere papà. Non sono pronto, ma vedendo come mio padre è stato con me è qualcosa che voglio essere”.
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