Cherubini sul nuovo Stadio Tardini: “Lavoriamo su vari fronti, il progetto non è accantonato”

11.07.2026 10:57 di  Francesco Servino   vedi letture
Cherubini sul nuovo Stadio Tardini: “Lavoriamo su vari fronti, il progetto non è accantonato”
© foto di Rocca/ParmaLive.com

Nel corso dell’intervista rilasciata alla Gazzetta di Parma, il CEO della società ducale Federico Cherubini ha spiegato a che punto è la situazione nuovo stadio, dando importanti aggiornamenti: “Stiamo lavorando su vari fronti: l'ultimo atto ufficiale è stata la Pec dell'aprile 2025 con cui abbiamo comunicato l'intenzione di cambiare progetto e di procedere a stralci. Nei mesi scorsi abbiamo definito la risoluzione consensuale con lo studio Zoppini, che aveva realizzato il primo progetto, e successivamente affidato l'incarico allo studio Efa, dell'architetto parmigiano Emilio Faroldi, che ha lavorato a un progetto a stralci. Poi abbiamo chiesto a una società che si occupa di analisi di mercato e benchmarking di analizzare la sostenibilità del business plan, è stato un lavoro che ha richiesto diversi mesi”.

C’è anche un’altra strada però: “Abbiamo scritto insieme al sindaco Guerra al ministro dello Sport Abodi per sapere se ci possano essere aiuti anche per progetti non legati agli stadi degli Europei 2032. Il Tardini non poteva ambire a ospitare gli Europei, perché servono impianti con oltre 30mila posti: ma la speranza è che ci sia qualche opportunità per agevolazioni normative, procedurali, o fiscali, o altro. È quello che abbiamo chiesto al ministro".

Sui tempi: “Il progetto non è stato assolutamente accantonato; al contrario, continuiamo a lavorare attivamente per definire il percorso da seguire, tenendo conto dei significativi cambiamenti dei costi e del contesto generale verificatisi dall'avvio del progetto. Parliamo poco del tema stadio anche perché capiamo che spesso quello che facciamo o diciamo si presta a strumentalizzazioni, sia da parte di chi cavalca l'onda e non vede l'ora che si proceda, sia di chi è contrario. È proprio quello che non vogliamo”.

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