Notari sulla Primavera: “Sarà rinnovata e più giovane, l’errore sarebbe affannarsi per una riconferma”

29.06.2026 10:16 di  Bartolomeo Bassi   vedi letture
Notari sulla Primavera: “Sarà rinnovata e più giovane, l’errore sarebbe affannarsi per una riconferma”
© foto di Benaglia/ParmaLive.com

Alla Gazzetta di Parma, il Responsabile del Settore Giovanile Mattia Notari ha parlato anche della formazione Primavera del Parma. Il dirigente ha analizzato la fantastica stagione appena vissuta, concentrandosi poi sulla Primavera che verrà, ovviamente rivoluzionata dai limiti di età.

Cosa rappresenta il rinnovo di Corrent?
“Uno dei fili conduttori dei nostri allenatori e dirigenti è il desiderio di stare in quest'ambiente e di crescere come persona e professionista. Mister Corrent ha ricevuto parecchie offerte, ma è lui stesso il primo ad aver dato un segnale importante di credere ancora in un percorso di valorizzazione dei giovani. Lo ha fatto in totale autonomia e consapevolezza, lo sto sentendo ogni giorno più motivato che mai nel trovare ingredienti e soluzioni per poter ripartire con un nuovo ciclo. Usciranno diciassette giocatori (classe 2006 ndr) per motivi anagrafici, qualcun altro per opportunità di mercato. Sarà una Primavera rinnovata e molto più giovane, ma questo non ci distoglie dall'obiettivo principale di formare i ragazzi che possano affacciarsi al calcio professionistico. L'errore più grande sarebbe soffermarsi sul risultato sportivo dell'ultima annata e magari affannarsi nella ricerca di una riconferma: saremmo ipocriti nel dire che scendiamo in campo per far presenza però l'aspetto che anima il movimento qua a Parma è il piacere e il desiderio di migliorarsi ogni giorno. I risultati sono solo una naturale conseguenza, non una richiesta del club”.

Cosa c'è dietro ai risultati della Primavera?
“Non era mai successo che una neopromossa arrivasse alla finale scudetto e penso al fatto che le altre due squadre salite di categoria assieme a noi, Frosinone e Napoli, siano subito retrocesse. C'è un percorso alle spalle, di cui devo riconoscere i meriti a chi lavora nell'attività di base, a coloro che a livello di scouting hanno saputo suggerire e promuovere giocatori di qualità ma motivati a scegliere Parma e agli allenatori che hanno contribuito nel corso degli anni a portare avanti un gruppo eterogeneo formato da elementi cresciuti in casa come Plicco, Mena Martinez e Nwajei e provenienti dall'Italia o dall'estero. Nessuno voleva rientrare negli spogliatoi alla fine degli allenamenti, è il segnale vero di un gruppo di ragazzi che aveva il piacere di stare in campo insieme e di migliorarsi costantemente”.

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