LIVE! Cuesta: "Torna Britschgi. Siamo pronti per andare a Torino e fare punti"
13.35 - Termina la conferneza
Cosa manca a questa squadra per colpire anche in contropiede? Dipende dalle caratteristiche dei singoli o dalla costruzione dell'azione?
"Si può valutare che dipenda dalle caratteristiche dei singoli, abbiamo attaccanti che si trovano meglio negli spazi stretti o vicino alla porta, rispetto al campo aperto. Ma tante cose sono legate anche alle valutazioni su come lavorare in allenamento. Ma non è così vero che non facciamo gol in contropiede: una cosa è quando sei in blocco basso, un'altra quando recuperi palla alta come contro Sassuolo, con il gol di Pellegrino, ed Hellas Verona con il gol di Bernabé. Abbiamo fatto gol in contropiede ma non in distanze lunghe, è vero".
Nicolussi Caviglia ha verticalizzato poco contro la Fiorentina, con Keita che ad esempio poteva esser trovato più spesso fra le linee. Si deve migliorare?
"La palla filtrante è sempre la priorità. Abbiamo trovato Strefezza e le mezz'ali delle volte. Poi non siamo riusciti a sfruttare le situazioni come volevamo, è vero, con la squadra avversaria che si è chiusa e magari passando da fuori siamo riusciti a creare alcune occasioni. Ci piacerebbe fare di più e lavoreremo in tal senso, per diventare una squadra completa, capace di creare pericolo in più occasioni e modi diversi per avere successo".
Quanto c'è nella preparazione delle partite l'aspetto di distruggere il gioco altrui?
"Fa parte della costruzione. Bisogna pensare cosa ci avvicina al risultato: gli avversari fanno parte di noi. Proviamo a portare la partita dove ci è più favorevole. Si tratta di un rapporto tra costruzione e distruzione. Ogni partita è complessa e necessita di attenzione".
La Lazio è vicina in classifica. Per alzare l'asticella va fissato un nuovo obiettivo?
"L'obiettivo più grande è sfruttare ogni giorno al massimo, perché penso che poche persone lo fanno. Questo porta a raggiungere gli obiettivi. Dare il massimo ogni giorno per portare i punti a casa. Ci concentriamo su di noi, senza guardare chi è davanti o dietro".
Nicolussi e Rinaldi a parte, l'unico allenato da D'Aversa è stato Valenti. Ha avuto modo di farsi raccontare qualcosa?
"No. Ho conosciuto D'Aversa in un evento e ci ho scambiato due parole. Persona molto educata".
Che tipo di caratteristiche dovranno avere i centrocampisti che lei schiererà?
"Dobbiamo sapere che ci saranno tanti duelli e avere le capacità di combinare bene e di difendere bene nelle situazioni di 50 e 50. Dobbiamo inserirci, ricevere tra le linee e andare a far gol ed evitare di prenderle, tornando in difesa a cento all'ora".
Dobbiamo aspettarci dei cambiamenti?
"Certo che sì. Le cose che ci possono aiutare in una gara non sono le stesse che ci possono aiutare in un'altra. Ciò significa che possono cambiare gli uomini, lo schieramento, le cose da fare in campo. Fermarsi a ciò che va bene significa non evolvere e rimanere indietro. L'identità rimarrà la stessa, perché dobbiamo puntare sulle nostre forze. La squadra è pronta per giocare in diversi modi".
Cosa deve fare bene il Parma?
"Saper sfruttare bene gli spazi, gestire la transizione, difendere bene, essere aggressivi, compatti ed essere completi. Per vincere serve fare molte cose bene, dominare nelle aree di rigore. Vanno gestiti i momenti in ambedue le fasi, consapevoli dei mezzi che abbiamo per infastidire gli avversari".
Quanti minuti ha Britschgi?
"Disponibile completamente".
Suzuki o Corvi?
"Non lo dico. Inizieranno 11 che rappresenteranno il Parma al meglio con gli altri che entreranno saranno pronti ad impattare".
Che Torino si aspetta?
"Verticale, aggressivo e che ci vorrà mettere in difficoltà".
A livello mentale la squadra come sta dopo questi risultati positivi?
"Gestire i risultati positivi è meglio. Tutto ti porta ad avere aspetti che puoi sfruttare per crescere. La squadra è stata equilibrata: sa che servono prestazioni di livello e per ottenerle serve lavorare. Questo aiuta a mantenere i piedi per terra. I ragazzi sanno cosa fare per arrivare all'obiettivo".
Un commento su Cremaschi: scelta forzata o voluta?
"Cremaschi è un giocatore versatile, può ricoprire diversi ruoli. Si è allenato a lungo come quinto e abbiamo visto i suoi sviluppi. Ha lavorato con l'idea di essere pronto nel miglior modo possibile. Lui si è fatto trovare pronto e lo ha dimostrato in partita. Questo dice molto sulla sua mentalità. È anche un esempio di cosa è questo gruppo, ha quella mentalità di fare tutto ciò che è necessario per avere il risultato".
Il Parma è l'unica imbattuta nelle ultime cinque. Continuare così vuol dire salvarsi. Che partita si aspetta domani?
"Vogliamo avere continuità. Siamo consapevoli di quello che stiamo facendo ma dobbiamo continuare a lavorare con umiltà e sacrificio per raggiungere gli obiettivi. La partita sarà complessa, contro un avversario che ha cambiato il mister da poco e che ha molta qualità. D'Aversa ha fatto la storia a Parma e gli faccio i complimenti per il passato e per quello che ha creato nelle prime partite a Torino. Noi dobbiamo provare a migliorare per portare la partita dove vogliamo".
Come sta la squadra?
"Fuori Bernabé, Frigan e Almqvist. Gli altri sono a disposizione, compreso Britschgi. Verrà con noi anche Mena della Primavera e così siamo pronti per andare a Torino per far punti".
13.00 - Inizia la conferenza
12.45 - Dopo il pareggio a reti bianche di Firenze, il Parma è chiamato a scendere nuovamente in campo domani nell'anticipo del venerdì sera contro il Torino. L'obiettivo dei gialloblu è quello di portare a sei i risultati utili consecutivi, magari tornando alla vittoria. Per farlo, i crociati non potranno contare su Bernabé, ancora out per il problema allo psoas. Per le altre informazioni mister Carlos Cuesta parlerà tra pochi minuti dalla sala stampa del Mutti Training Center di Collecchio. Segui il LIVE! su ParmaLive.com.


