Keita sul calcio italiano: “Qua sono furbi, ho capito che in campo bisogna essere str***i”
Intervenuto sul canale YouTube Junior Vertongen, il centrocampista del Parma Mandela Keita ha parlato anche del suo arrivo dal Belgio e della sua esperienza con il calcio italiano. Queste le sue parole.
È stato difficile lasciare tutto in Belgio?
"Sì, sono legato alla mia famiglia e lì ho mia madre, due fratelli e una sorella. È stato difficile, soprattutto perché non potevo aiutare la mia famiglia, ma mia madre è forte ed è riuscita a organizzare tutto. Mi ha cresciuto nel modo migliore, sono grato per tutto e sono simile a lei di carattere".
Porti questi valori di rispetto anche in campo?
"Sì, a volte non dico che può essere negativo, ma bisogna essere stronzi in campo e aggressivi. Questo è quello che ho imparato in Italia, perché in Italia a volte sono un po' furbi. Spero di diventare un giocatore di livello ma sta a me, devo impegnarmi sempre al massimo e rimanere con i piedi per terra".
Nel tempo libero?
"Sono una persona noiosa, sto a casa. Ho iniziato a leggere un libro di recente e guardo molte anime, sono appassionato. Guardo anime, mi rilasso e chiamo la mia famiglia, niente di speciale, sono noioso".
Com'è giocare in Italia rispetto al Belgio?
"Sono diversi, in Italia c'è molta tattica. Devi pensare molto di più. Ci sono meno gol in Italia, bisogna però essere attenti. La qualità è superiore rispetto al Belgio, ci sono giocatori di alto livello, come Rabiot, Modric, Locatelli e Calhanoglu per esempio. Giocare contro Modric è stato bello, il modo in cui controlla la palla ti fa capire che è un livello superiore".


