PL - Pellegrino: "Se non prendiamo gol è già un punto. Davanti dobbiamo essere più creativi"

27.03.2026 18:35 di  Francesco Servino   vedi letture
Fonte: Tommaso Rocca
PL - Pellegrino: "Se non prendiamo gol è già un punto. Davanti dobbiamo essere più creativi"
TUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it

Ai margini del Meet&Greet che si sta tenendo presso lo store del Parma presso lo Stadio Tardini, il centravanti argentino Mateo Pellegrino ha parlato ai giornalisti presenti. Queste le sue parole sul primo anno a Parma: “Incredibile, bellissimo, è passato già un anno dal mio arrivo, è passato molto veloce. Sono contento che in un anno sono riuscito a fare tutto quello che ho fatto, con l'aiuto dei miei compagni. I i tifosi mi vogliono bene ed è la cosa più bella che c'è nel calcio”.

Adesso servono i tuoi gol per sigillare la salvezza. Cos'è successo nell'ultima partita?
“L'ultima partita sento che abbiamo abbassato il livello, la squadra non è stata compatta e forte come lo era stata prima. Dagli errori si impara, adesso bisogna lavorare: stiamo già pensando alla Lazio, che sarà una partita importante per raggiungere l'obiettivo”.

Su cosa avete lavorato in questa pausa?
“Abbiamo subito tanti gol nelle ultime partite, dobbiamo ritrovare quella compattezza che ci faceva bene. Dobbiamo pensare prima a non prendere gol e dopo bisogna lavorare tantissimo nella fase offensiva, perché è il punto nel quale facciamo fatica ancora. Stiamo lavorando anche su quello".

State facendo pochi gol. Qual è il problema? Forse a volte ti senti anche solo davanti.
“Secondo me dobbiamo avere più pazienza nelle partite, a volte vogliamo prendere la decisione frettolosamente. Bisogna, invece, avere tranquillità, provare di più a calciare in porta e avere più creatività in quelle zone del campo”.

Hai appena rinnovato il tuo contratto fino al 2030. Per quanti anni ancora ti vedi a Parma?
“Io sono tranquillo, non mi piace guardare lontano perché perdi la bellezza del momento. Oggi il mio focus è sull'allenamento di domani. Ancora non so quanto tempo sarò qua, so solo che sono molto contento e molto comodo qui a Parma”.

Mateo, esattamente un mese fa tuo papà vinceva la Recopa Sudamericana. Ti chiedo se c'è una caratteristica che papà Mauricio ti ha trasmesso e anche grazie alla quale lui è riuscito a centrare questo successo importante per gli argentini.
“Sicuramente tutto quello che ho preso da lui è quello che è stato come persona. Mi ha aiutato tantissimo, mi ha fatto imparare tantissimo da piccolo, nell'aspetto umano. Poi calcistico ti direi il colpo di testa che ce l'aveva anche lui”.

Sei uno dei marcatori di testa più prolifici in Europa, sei proprio uno specialista di questa giocata. Vorresti più cross durante le partite?
“Certo, se possono arrivare più cross in migliori condizioni, per me è meglio perché è un punto in cui sono forte. Devo provare a fare i gol anche in altri modi”.

Hai segnato tanti gol decisivi per il Parma. Ti senti l'uomo più importante di questa squadra? Ti senti un po' l'uomo copertina di questa squadra?
“No, dire che sono io l’uomo più importante sarebbe ipocrita. La squadra è la cosa più importante. Abbiamo fatto punti tutti insieme, altri compagni hanno aiutato e tutti stiamo facendo forza per raggiungere l'obiettivo. È tutto della squadra”.

Sei vicino alla doppia cifra al primo campionato intero di Serie A. Era questo l'obiettivo? Pensi che si può anche andare oltre in questo finale di stagione?
“Ce l'avevo in testa, non mi piace tanto mettere i numeri perché penso che non sia la cosa più importante. Però è vero che ce l'avevo in testa e spero di poterlo raggiungere”.

Cos'è cambiato per te con l'arrivo di Strefezza? È un giocatore diverso rispetto agli altri partner che hai avuto in questa stagione?
“Lui ci ha dato quella creatività della quale parlavo prima, che ci mancava un po'. Ha aiutato tanto in quell'aspetto. Penso che adesso creiamo un po' più di occasioni, magari nelle ultime partite non si è visto, però in generale dal suo arrivo siamo migliorati in quell'aspetto”.

L'Argentina ha perso anche Panichelli che si è rotto il crociato. Voglio chiederti se ci hai mai sperato o se ancora magari tieni aperta una piccola porta per una convocazione con l’Albiceleste?
“No, come ho detto prima, il mio focus è su quello che devo fare oggi. Certo che la Nazionale è sempre un sogno, è quello che vuole ogni giocatore. Però il mio focus è a quello che devo fare oggi per dopo arrivare un giorno a quello.

Quale nazionale? Spagna, Italia o l'Argentina? Puoi scegliere.
“Non so”.

Mateo, la gara di andata contro la Lazio era stata veramente folle. Due espulsioni per loro, un gol di Noslin alla fine della partita. Cosa bisogna fare adesso per andare a Roma e tornare con dei punti?
“Dobbiamo ritrovare un po' di compattezza, provare a non prendere gol prima perché lì c'è già un punto e dopo se si può vincere meglio. Però noi dobbiamo lavorare, fare punti, che è quello che ci ha portato fino a qua”.

Mateo, in queste settimane, quando a un certo punto in tanti parlavano di salvezza quasi raggiunta, c'è stato anche un po' di rilassamento che ha impedito di fare un salto di qualità anche in classifica?
“Sì, magari c'è stato, ma non si vedeva in allenamenti. Magari è un aspetto più mentale, quel rilassamento, però si può dire di sì, perché abbiamo abbassato tantissimo il livello le ultime due partite e dobbiamo alzarlo ancora perché non abbiamo raggiunto niente.

Il sogno di essere allenato da tuo papà ce l'hai, oltre alla Nazionale?
“Io sono già stato allenato da lui, è stato un bel momento, bellissimo. Non so se lo voglio ripetere, perché è stato una bella rottura. Non si sa mai, gli voglio tanto bene”.

LEGGI QUI: Tempo di sosta - Estevez, diversi spezzoni di partita: in campo quando serve ordine…in attesa del rinnovo?