Guardalben: "A Parma giocavo poco e soffrivo di depressione. Tanzi pretendeva di pagarci in azioni della società"
L'ex Parma Matteo Guardalben, ha parlato alla Gazzetta dello Sport della sua carriera e dell'esperienza a Parma. Queste le dichiarazioni: "Ho smesso nel 2013 a 39 anni, in B a Modena, ma non ero più io. A Vicenza, durante un allenamento, un normale scontro di gioco mi causò una paralisi totale per ore. Ho rischiato di rimanere paralizzato per la rottura di due vertebre del collo. Era l’ottobre del 2006, sono rimasto fermo quasi un anno. Mi sentivo un supereroe, non mi sono mai ripreso".
Ha sofferto di depressione?
"Sì. Quando sono rientrato mi sentivo uno schifo. Non ero un fenomeno, ma un buon giocatore sì. Dopo quello scontro non mi sentivo neanche quello, buio totale, ansia, frustrazione, sofferenza. La mia forza mentale era sparita, non riuscivo ad allungare il braccio, a sentirmi vivo.Giocavo e pensavo: "Cavolo, dov’è finito Guardalben?". Se tornassi indietro mi affiderei a uno psicologo".
Quando la prima crisi?
"A Parma, quando ero il vice di Buffon e non giocavo mai. Giustamente, eh: quando lo vidi in ritiro nel 1997 dissi al mio agente che avrei fatto solo panchina. Pensavo di essere bravo, poi arrivò Gigi. Inutile aggiungere altro.Detto ciò, mi venne la psoriasi sulle braccia. Ero sempre in panchina. Quando andai a Piacenza sparì tutto in dieci giorni".
Com’era il rapporto con Buffon?
"Ottimo. Nel 2001, prima della finale di Coppa Italia poi persa con la Fiorentina, disse a Ulivieri di far giocare me, altrimenti si sarebbe dato malato.Avrei giocato comunque, ma il gesto resta. A Parma ho vinto tre trofei da riserva, mi facevo male ogni volta che dovevo partire".
Torniamo al Parma, pieno di campioni.
"Thuram era il nostro Martin Luther King. Leggeva libri di mille pagine sulla storia dell’Africa, sulla lotta al razzismo. Mio figlio giocava in giardino con Marcus. E poi Veron, che una volta rispose a Tanzi. Lui non sopportava gli orecchini e disse a Seba di toglierseli. "Ah si? Scordatelo". Lo gelò".
Quand’è che ha percepito che la Parmalat stava fallendo?
"Una volta, a cena, Tanzi propose di pagare i premi UEFA in azioni della società. Io pretesi i soldi, altri caddero nella trappola".
E di Malesani cosa può dirci?
"Sanguigno, veronese come me. Quando vincemmo la Supercoppa contro il Milan tirò l’acqua ai milanisti davanti alla panchina. Lui, Sacchi, Ancelotti e Novellino sono i migliori allenatori avuti".
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