Frigan: "Tornare in campo dopo undici mesi è stato molto emozionante. L'infortunio è più difficile da superare mentalmente"

23.07.2026 18:40 di  Nicolò Serventi   vedi letture
Frigan: "Tornare in campo dopo undici mesi è stato molto emozionante. L'infortunio è più difficile da superare mentalmente"

Matija Frigan, attaccante del Parma, ha parlato ai canali ufficiali del club ducale ripercorrendo le sue sensazioni dopo l'infortunio, a cominciare da ciò che ha provato durante la partita amichevole con la Primavera di domenica scorsa, prima sua gara dopo undici mesi di stop: "Era passato tantissimo tempo dalla mia ultima partita ed è stato bello tornare a toccare un po' il pallone, stare con la squadra e ritrovare le sensazioni della partita. Non me ne sono reso conto subito. Solo dopo la gara, quando ho iniziato a ripensare a quello che era successo, ho realizzato che erano passati undici mesi. È davvero tantissimo tempo senza giocare e, sì, per me è stato un momento molto emozionante."

Com'è stato ritrovare i compagni dopo così tanto tempo?
"È difficile da spiegare, sai. Bisogna provarlo sulla propria pelle. Tutto quello che ho passato in questi ultimi undici mesi è stato difficile, ma è stato più difficile mentalmente che fisicamente. Però sì, dopo la partita ho iniziato a sentirmi davvero felice di essere finalmente tornato qui".

Tornando all'anno scorso, cosa hai pensato subito dopo l'infortunio?
"Quando mi sono infortunato in allenamento, ho avuto la sensazione che non fosse nulla di particolare, solo un piccolo problema. Poi, nel pomeriggio di quello stesso giorno, abbiamo fatto la risonanza magnetica ed è venuto fuori che era il legamento crociato anteriore. In quel momento non sapevo cosa aspettarmi dalla riabilitazione e da tutto il resto. Dopo sei mesi sono tornato, sono rimasto due settimane con la squadra, ero felicissimo e mi sentivo molto bene. Poi però è arrivato un altro piccolo infortunio e ho dovuto sottopormi di nuovo a un intervento chirurgico. È stato difficile per me e per la mia famiglia, ma ringrazio Dio perché ho avuto delle persone straordinarie intorno a me, soprattutto a Bologna, nel centro di riabilitazione. Quando hai accanto persone che ti fanno stare bene e che ti sostengono, tutto diventa più facile".

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