Cuesta sul suo futuro: "Non ho aspettative, mi sento onorato dell'opportunità che mi ha dato il Parma"

25.04.2026 22:01 di  Nicolò Serventi   vedi letture
Cuesta sul suo futuro: "Non ho aspettative, mi sento onorato dell'opportunità che mi ha dato il Parma"
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© foto di Federico De Luca 2026

Intervenuto in conferenza stampa al termine della partita Parma-Pisa, vinta dai padroni di casa per 2-0, Carlos Cuesta, allenatore dei ducali, ha parlato, tra i vari temi, anche del suo futuro, sulla quale sono circolate delle voci negli ultimi giorni: "Non ho aspettative future, sono nel presente. Non voglio parlare di me, questo è il giorno speciale della città e del club. Mi sono sempre sentito onorato e privilegiato, qui ho fatto la mia prima conferenza, ho iniziato il mio lavoro come allenatori qui a 29 anni. L'ultima volta che avevo fatto il primo allenatore era nell'Under 13 dell'Atletico Madrid, a 22 anni. Nel momento che è arrivata l'opportunità, grazie al presidente, a Cherubini e a Pettinà, ero assolutamente convinto di poter far bene, sennò non sarei qua.

Ho sentito la respinsabilità di ripagare la fiducia in una scelta che ha portato tante persone a giocarsi tanto. Ho approcciato questa avventura con umiltà, provando ad imparare il massimo. Era tutto nuovo, non avevo lavorato mai in Serie A, con questo staff e questi calciatori. Non conoscevo le dinamiche ma sapevo le esperienze di altri, anche grandi allenatori di alto livello che non sono riusciti a centrar il risultato in una sfida di questo tipo. Quindi ho provato da subito a mettermi a disposizione, conoscere il contesto e guadagnare credibilità. Non son stato calciatore, non ho mai fatto questo lavoro. Potevano pensare fosse arrivato il filosofo, a 29 anni a far cattedra. Ho cercato solo di aiutare al massimo i ragazzi, sulla linea guida che pensavo potesse aiutarli.

Bisognava creare continuità con quello che era successo di positivo l'anno scorso. Abbiamo provato a crescere e migliorare, ho fatto mille errori, farei tante cose diverse ma fa parte della vita questo. Ho provato a farlo con onestà, con i miei valori, facendo quello che sentivo fosse giusto per il club e Parma. Hanno avuto fiducia in me dal primo giorno, mi son sentito subito stimato, protetto, ma ho avuto comunque momenti di paura, dubbi e difficoltà. Fa parte della vita, è umano. Ho sempre provato a guardare indietro per correggere cosa era stato sbagliato e al futuro per dare il massimo. Questo è il mio modo di vivere, e se il modo di giocare può cambiare, questo no". 

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