Cuesta racconta il suo calcio: "La mia squadra deve esser completa. Tutto dipende dal contesto"

06.06.2026 14:49 di  Tommaso Rocca   vedi letture
Cuesta racconta il suo calcio: "La mia squadra deve esser completa. Tutto dipende dal contesto"
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L'allenatore del Parma Carlos Cuesta, nella lunga intervista concessa alla BBC, ha parlato della sua idea di calcio. Una chiacchierata durante la quale il tecnico crociato ha dato la sua interpretazione del ruolo, non solo dal punto di vista tattico. Tra i temi toccati, c'è anche quello della costruzione di una cultura di club e di quali siano gli ingredienti giusti per portare una squadra al successo: 

"Dipende. Innanzitutto devi capire gli obiettivi della tua squadra, le potenzialità e qual è la filosofia del club. Tutto dipende dal contesto. Quando hai inquadrato la situazione in cui ti trovi, puoi identificare le priorità e cominciare a costruire. Devi avere una chiara visione di come la squadra evolverà nel tempo. La prima cosa è dare linee guida comuni. Voglio che sia chiaro dove voglio andare, quale sarà l'identità della squadra e quali sono i macro principi. Poi ci si cerca di individuare le qualità migliori di ciascun singolo giocatore per capire come fare lavorare la squadra ed evolverla. Non mi piace soffermarmi troppo sui sistemi di gioco. Cerco di dare più importanza alle caratteristiche dei giocatori a disposizione e da lì decidere quali principi calzano meglio alla squadra". 

Una filosofia che lo ha portato a scegliere il 5-3-2 durante questa stagione: "La difesa a cinque ci ha dato più copertura centralmente. Il roveschio della medaglia è che, se non gestisci bene il ritmo delle scalate, puoi soffrire un po'. Ma questo modulo ti dà densità per vie centrali e puoi essere una minaccia in contropiede, in base a come giochi con i tuoi attaccanti. Se fanno più movimenti alle spalle dei difensori, se iniziano a proporsi un po' di più in profondità, è un bene."

Cuesta si è poi soffermato su quanto un allenatore debba dare libertà ai propri giocatori: "I punti di riferimento, i principi e le macro linee guida ti permettono di avere maggiore creatività, perché se non hai punti di riferimento e situazioni da riconoscere durante la gara, diventa caos. Cerchiamo di avere giocatori vicini che siano complementari tra loro. Un modo per far interagire meglio i giocatori è di permettere loro di conoscersi in profondità, sia in campo che fuori. Spendere tempo tra loro aiuta a conoscere meglio il proprio compagno. 

Sull'identità e i moduli: "Le persone pensano che tutti i pezzetti della lavagna con le tattiche siano uguali, ma in realtà ognuno ha caratteristiche diverse. Le tattiche non sono solo su come occupare gli spazi, ma anche su come trarre vantaggio dallo spazio a disposizione. Riguarda il timing e riguarda le abitudini. Nel calcio, penso che sia necessario scegliere tra bianco o nero. Non significa che se scegli nero, per tutta la vita rimarrai sul nero. Ma significa che in quel contesto, magari il nero è la scelta migliore. 

Allo stesso tempo, questo nero deve avere diverse sfumature. Se qualcuno lo osserva, riconosce il colore e sa qual è, ma c'è spazio per vedere qualche diversa sfumatura in base a quello di cui hai bisogno. La mia squadra deve esser completa, dominante sulla palla e capace di attaccare gli spazi con velocità e attacco negli spazi stretti, quando l'avversario concede profondità. Allo stesso tempo, deve essere implacabile senza palla, capace di recuperare palla in avanti quando serve e anche di proteggere la porta".