Cuesta: "Nessuno mi mette più pressione di me, cerco però di migliorarmi sempre"

20.05.2026 19:23 di  Riccardo Civa   vedi letture
Cuesta: "Nessuno mi mette più pressione di me, cerco però di migliorarmi sempre"

Nel Podcast "Tarqui Talks", Carlos Cuesta si è raccontato parlando di diversi temi. Il primo anno da allenatore coronato da una salvezza raggiunta in anticipo, ma anche alcuni aneddoti. Queste le dichiarazioni: "Sono sempre stato abituato al discorso della giovane età e dell'inesperienza, ma è difficile che mi arrabbio. Sono sereno con questo, forse per il carattere di mio papà e per il mio passato. La cosa difficile è stata gestire me stesso, nessuno mi mette più pressione di me, cerco però sempre di migliorare. Prima di venire a Parma ho cercato di prepararmi al meglio, la gente parla di esperienza ma la differenza la fa la competenza. L'esperienza è utile per essere più competente, gli apprendimenti possono essere acquisiti in un altro modo come imparare dagli altri. Ho avuto Arteta, sono stato fortunato ad avere riferimenti così, ma ho cercato sempre di prepararmi e lo faccio anche adesso. So che quello che sono oggi non basta, devo crescere e mettermi a disposizione della società per essere migliore".

Hai iniziato di fare l'allenatore a Parma:
"Ho cambiato vita completamente, il mio contesto era diverso. Ero vice allenatore all'Arsenal, quindi influenzavo o davo opinioni su scelte ma non le facevo io direttamente. Era una realtà in cui competevamo sempre anche se non abbiamo vinto, in un paese diverso e con obiettivi diversi. Appena il Parma mi ha contattato ho pensato che era la cosa giusta da fare, non avevo fretta o necessità di iniziare ad allenare. Volevo iniziare nel momento in cui ero pronto per farlo, la cosa importante sono le persone con cui lavori. Cherubini già lo conoscevo perché dopo un colloquio di cinque minuti mi portò alla Juventus. Ho avuto la fortuna di trovare persone incredibili nel mio percorso e ho avuto fortuna. Sono stato proattivo? Sì, anche se dicono che il nostro gioco non lo è".

Sei diventato idolo dei social, ti hanno chiamato Generale Inverno:
"Qualcosa mi hanno detto...Ho provato a fare le cose con i miei valori. Ho provato a fare le cose pensando a come fare il meglio possibile, con onestà e senza fare del male a nessuno. Alla fine la persistenza di solito ti premia"

Hai regalato libri ai calciatori per Natale:
"Ho regalato libri ai miei giocatori per Natale personalizzati. In base alla loro personalità, ho scelto 5 o 6 libri che ho letto e gli ho scritto un messaggio a ognuno di loro. Quello che volevo condividere con loro l'ho fatto e penso l'abbiano presa bene. La volevo utilizzare come opportunità di crescita e condivisione, non lo volevo fare come una cosa forzata però ma naturale".

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