Cuesta: “I dubbi ci sono sempre, ma ero convinto di poter fare bene. Cherubini sa scommettere senza seguire il sistema”

25.05.2026 08:00 di  Bartolomeo Bassi   vedi letture
Cuesta: “I dubbi ci sono sempre, ma ero convinto di poter fare bene. Cherubini sa scommettere senza seguire il sistema”

Intervenuto in una lunga intervista ad AS, quotidiano sportivo spagnolo, l’allenatore del Parma Carlos Cuesta ha parlato anche del suo arrivo a Parma. Questi i suoi commenti e gli aneddoti a riguardo.

Quando firmò per il Parma nel giugno del 2025 diventò il secondo allenatore più giovane della storia della Serie A. A volte ha pensato di non essere preparato del tutto?
“Il dubbio è parte di ogni giorno, le paure, il chiedersi di essere preparato o no. Però nel momento che feci il passo, lo feci convinto che potevo fare bene. A partire da lì sapevo che ci sarebbero state tantissime cose, eventi e circostanze incontrollabili, però quello che sapevo era che lo avrei fatto convinto al 100%.

La figura chiave nel suo arrivo in Serie A è stato Federico Cherubini, CEO del Parma. Però quando vi siete conosciuti era ancora alla Juventus, come iniziò questa relazione? Cosa ha pensato quando si incrociò con Cherubini?
“Io stavo viaggiando per conoscere nuove realtà calcistiche e in uno di quei viaggi andai in Italia a conoscere le selezioni giovanili della Roma, della Juventus…E quando andai a Torino ebbi l’opportunità di conoscere il direttore e il primo contatto arrivò quando già stavo entrando nella Juventus qualche mese dopo. Fu un’esperienza molto stimolante per me, andare via per la prima volta dalla Spagna e in un grandissimo club, e soprattutto da parte di Federico sentì la visione, la capacità di scommettere su quello che sentiva corretto e non per quello che il sistema era abituato a fare”.

Chi ha chiamato o chi l’ha chiamato per primo quando firmò per il Parma e quale consiglio ricevuto la ha segnato di più?
“Chi mi ha chiamato lo tengo per me, però in generale mi dissero di essere me stesso. La chiave è mantenere i tuoi valori e la tua maniera di essere in tutte le situazioni, anche avere la capacità di essere flessibile. Adattarmi al contesto senza smettere di essere me stesso”.

Ricorda il primo discorso alla squadra?
“Prima di arrivare, parlai individualmente con i giocatori e con i membri dello staff. Volevo che avessero già una prima impressione su di me. Abbiamo parlato di quello che io mi aspettavo di loro e quello che loro si dovevano aspettare da me, ma anche le responsabilità che abbiamo rappresentando questo club e il privilegio. Loro devono dare il massimo e mantenere un livello di dedizione assoluta. Loro hanno però anche la mia dedizione assoluta, la mia porta è aperta 24/7 per qualsiasi cosa. Però la mia unica cosa non negoziabile è questa: sapere che loro stanno dando tutto per essere giocatori migliori. Zero promesse a livello di minutaggio, però sempre disponibile ad aiutare”.

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