Cremaschi: "Sogno il Mondiale con gli USA. A Parma mi trovo molto bene, l'Europa è quello che volevo"
Intervistato da Repubblica, Benjamin Cremaschi, centrocampista del Parma, ha parlato tra i vari temi anche di Lionel Messi, suo ex compagno all'Inter Miami ma non solo. Di seguito un estratto delle sue dichiarazioni:
Com'è Messi da vicino?
"Bravo ma fatemi spiegare. Che sia un bravo giocatore lo sanno tutti, io voglio dire che lui è anche una brava persona, umile. Dentro lo spogliatoio dà sempre una mano ai compagni, anche a noi giovani. Sono stato fortunato a condividere del tempo con lui".
La prima volta che lo hai visto?
"Era mattina presto. Io ero già all'Inter Miami da sei mesi, lui era appena arrivato dal PSG. Parcheggio al centro sportivo e lo vedo, era con i tre figli. Non sapevo che fare, allora ho chiamato mamma che mi ha consigliato di andare a presentarmi, visto che in giro non c'era nessuno ed era il momento giusto per non disturbare. L'ho fatto e la cosa incredibile è che lui sapeva già chi fossi".
Lo vedremo anche al prossimo Mondiale?
"Non lo so, speriamo. E spero di esserci anch'io. La Coppa del Mondo è il mio sogno, ma vorrei tanto anche fare una seconda Olimpiade. Quella di Parigi è stata un'esperienza indimenticabile".
Sei nato a Miami da genitori argentini di origine italiana e hai scelto di rappresentare gli Stati Uniti.
"Sì, perché io mi sento tanto argentino quanto americano. I miei genitori, i miei amici parlano tutti spagnolo, la Florida stessa è uno stato molto latino. Ne abbiamo discusso tanto anche in famiglia, di dubbi ne ho avuti tanti, poi alla fine abbiamo deciso di optare per gli Usa".
Sei ancora in tempo per cambiare nazionale. E volendo potrebbe anche scegliere l'Italia, è così?
"È così, ho ancora qualche mese. Ma non cambierò decisione".
Ti senti italiano in qualcosa?
"È difficile dirlo, diciamo che la vostra cultura la sto assimilando un poco per volta e a Parma mi trovo molto bene. Quando ho lasciato Miami è stata dura, perché era la prima volta che cambiavo squadra e anche paese. Ma l'Europa era quello che volevo".
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