Cremaschi: “Orgoglioso di essere il primo americano qui, voglio aprire la strada per i prossimi”

26.05.2026 18:34 di  Bartolomeo Bassi   vedi letture
Cremaschi: “Orgoglioso di essere il primo americano qui, voglio aprire la strada per i prossimi”

Intervenuto ai microfoni del Parma Calcio, Benjamin Cremaschi si è concesso a una lunga chiacchierata per una nuova puntata di ParmaRoots. Queste le sue parole.

Sulla famiglia, l'identità e gli idoli: “La mia famiglia è dell’Argentina, i miei genitori sono nati e cresciuti li, i miei fratelli sono nati lì. Io e mio fratello minore siamo nati e cresciuti a Miami però. Ero un bambino a cui piaceva andare in giro e si svegliava presto per guardare delle partite. Chiamavo i miei amici la mattina, anche dal telefono di mia mamma, per uscire presto per giocare a calcio e andare al parco. La mia infanzia è stata fantastica. Il calcio è un grande sport a Miami. Ci sono tante culture, europea, sudamericana e latina. A Miami è sempre stato importante, ma guardando indietro a quello che lo sport è a Miami e negli USA c’è stata una grande crescita sul livello e sul numero di bambini che giocano. I miei idoli dell’infanzia erano il Kun Aguero e Lionel Messi. Anche molti giocatori di quel Barcellona lo erano, per esempio Iniesta e De Bruyne, ancora adesso. Era fantastico vederlo giocare e lo è anche adesso, erano i miei 4 idoli da bambino. La mia casa è completamente argentina culturalmente. Parliamo spagnolo, a scuola però solo inglese, così parlo tutte due abbastanza bene”.

Su Pellegrino: “Mateo è una grande persona fuori dal campo. È stato importante per me e non solo, anche per molti ragazzi argentini che sono arrivati quest’anno. E’ stata una buona persona con cui parlare, un buon modello. Penso che molti di noi sappiamo che è una buona persona da ammirare, sono felicissimo di averlo come compagno. Mateo si veste bene, ma non per merito suo. Tutto merito di Lola. Mi piace curare il mio stile e vestirmi bene, è qualcosa che mi interessa. Mi piace capire cosa indossare e cosa no”.

Su Parma: “Venire qui e poter respirare una cultura argentina è fantastico. Tanti ragazzi amano noi argentini, e gli argentini mi hanno aiutato. Gli piace prendermi in giro dicendo che sono americano, anche io lo dico e gli da fastidio. Vogliono che dice che sono argentino, è un gioco che abbiamo tra di noi. In un video che ho fatto con il Parma mi hanno chiesto se preferisco mate o caffè alla mattina, io ho detto caffè. Mateo è un leader. Mi rende molto orgoglioso essere il primo americano che gioca qui. Sono molto grato a Krause e alla società per averlo reso possibile, voglio lasciare un’impronta e lasciare un impatto, così che in futuro ci possano essere più americani che giochino qui e che abbiano un impatto sulla storia del club”.

Sul Mondiale Under 20, l’infortunio e il sogno Mondiale: “Il Mondiale Under 20 è stata un’esperienza fantastica, sono stato fortunato ad aver guidato un gruppo fantastico. Abbiamo mostrato una grande attitudine e qualità nel gioco. Quando mi sono infortunato è stato difficile, anche per la situazione e per tutto quello che avevo lavorato per arrivare a un’opportunità. E' svanito tutto, ma già la stessa sera ho pensato che tutto succede per una ragione. Impariamo da tutto. Chiaramente non giocherò il Mondiale, ma c’è sempre il prossimo. Nuove opportunità arrivano sempre, dobbiamo guardare a questo. Oltre il calcio voglio essere il me stesso migliore possibile, essere amato da chi amo ed essere il miglior fratello, figlio, marito, qualsiasi cosa. Voglio essere rispettato da chi rispetto, è la cosa più importante”.

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