Circati sugli inizi: "Facevo l'esterno, ma mio padre mi portava al parco e mi vedeva difensore"
Il difensore del Parma Alessandro Circati, ha parlato alla Gazzetta dello Sport di tanti temi, tra cui il dualismo Italia-Australia e gli inizi della sua carriera. Queste le dichiarazioni: "In cosa mi sento italiano? Nella cultura della famiglia. Nel modo di fare determinate cose. Quando avevo un anno mi sono trasferito da Fidenza a Perth. Mio padre ha giocato a calcio da professionista, ma io l’ho visto solo negli amatori, a quarant’anni. Nonni, zii e cugini sono tutti in Italia. Uno dei ricordi a cui sono più legato è mio nonno che gioca a briscola al bar. E io lì che lo osservo. Del calcio mi sono innamorato subito. A sei anni dicevo che sarei diventato il più forte di tutti, a Perth la gente ancora me lo ricorda".
In cosa, invece, è australiano?
"In tutto il resto. Nei modi di fare, di essere, di dire. A casa i miei mi parlavano in italiano e io rispondevo in inglese. Da ragazzo surfavo, giocavo a cricket, a rugby australiano, andavo a fare snorkeling, mi arrampicavo sugli alberi come un koala e costruivo case sugli alberi. Andavo anche in giro con la BMX saltando giù dai muri di due metri. Senza contare le partite infinite di rugby nel giardino di casa con gli amici, dove rientravo con ginocchia sbucciate e lividi…".
Il calcio com’è entrato nella sua vita?
"Grazie a mio padre e a mio fratello. Me ne sono innamorato subito e l’ho sempre percepito come un "lavoro". A sei anni dicevo che sarei diventato il più forte di tutti, a Perth la gente ancora me lo ricorda".
In realtà, all’inizio faceva l’esterno d’attacco.
"Mio padre mi vedeva già come difensore. Per migliorare i colpi di testa mi portava al parco e lanciava il pallone in aria. Un giorno fu chiaro, avevo 15 anni: "Da punta giocherai solo per divertimento". Lì capii che avrei avuto un futuro da centrale".
E del rigore di Totti con l’Australia che le ha raccontato?
"Gli ho sempre detto che nel calcio di oggi non avrebbero mai fischiato quel contatto, tra Grosso e Neil. Ovviamente, l’abbiamo sempre buttata sul ridere. Ecco, lui mi ha sempre detto di scegliere l’Australia. "Se ti senti australiano è giusto che giochi lì", diceva. Devo molto a Parma, sto da Dio. Ho sempre sentito la fiducia di tutti".


