Cherubini su Krause: "Immagina suo nipote presidente del Parma, positivo avere una famiglia alla guida del club"
Nella lunghissima intervista rilasciata a Calcio e Finanza, Federico Cherubini, CEO del Parma, ha parlato anche del suo presidente Kyle Krause e del lavoro fatto per riportare una certa stabilità economica e sportiva nel club. Questo un estratto delle sue dichiarazioni: "È una famiglia, credo che questa sia una cosa importante. In un calcio in cui le vecchie famiglie stile anni ’90 sono sempre meno, è stato fondamentale per una città come Parma aver trovato una proprietà, una famiglia che decide di fare investimenti così importanti. Hanno rilevato il club da un gruppo di imprenditori parmigiani che avevano fatto un percorso straordinario perché dopo il fallimento c’è stata la risalita, ma poi quella missione era finita. Era necessario trovare qualcuno, come una staffetta, e se questa staffetta non fosse arrivata non sappiamo cosa sarebbe potuto succedere".
Ha investito circa 500 milioni nel club.
"Sì, Krause ha garantito al Parma la possibilità di rimanere a certi livelli. Sicuramente il percorso è stato difficile perché appena comprato il club il primo anno c’è stata la retrocessione, i tre anni di B sono stati duri. Oggi, con il ritorno in Serie A e la salvezza dello scorso anno, siamo riusciti a fare un lavoro, naturalmente alimentato in maniera prevalente dal player trading, di riequilibrare i conti, arrivando più o meno al break-even".
Oltre ad essere un proprietario straniero, è anche però parte di una famiglia.
"Penso a una frase che mi ha detto quando l’ho conosciuto prima di arrivare al Parma: immaginava suo nipote presidente del Parma. Questo per dire che non stava facendo un investimento speculativo né momentaneo ma che vedeva in Parma una realtà da sviluppare nel lungo periodo. Arriva in Italia tramite le aziende vinicole (acquistando tra le altre aziende vinicole storiche come Enrico Serafino e Vietti, ndr) e poi acquista il club. Ama l’Italia, sta benissimo a Parma, quando viene qui sono giorni molto intensi. Credo questo sia l’elemento positivo, appunto quello di avere una famiglia alla guida di un club".
Differenze tra Parma e Juventus?
"Alla Juventus il ruolo di ds era più focalizzato sull’area tecnica. Ma mi è sempre piaciuto avere anche una visione più ampia del club, maturata già da dg in Lega Pro. A Parma, da amministratore delegato, sono tornato ad allargare il perimetro delle responsabilità. Dal primo giorno a Parma ho respirato l’importanza di questo club. È vero che hanno dimensioni diverse, però parliamo di calcio: qui si respira tanto quello che ha fatto parte del passato glorioso di questa società e anche quello che può essere il futuro. Con questa proprietà credo possano esserci le condizioni per qualche bella storia anche in futuro".
Sul progetto Parma Legends.
"In questi quindici mesi una delle cose di cui sono più orgoglioso è che abbiamo riportato il progetto Parma Legends all’interno del club. C’è anche il nostro mister Nevio Scala e tanti campioni passati da qui. Proprio qualche giorno fa una delegazione del club ha fatto visita a Nevio Scala nella sua tenuta e insieme hanno chiamato Tino Asprilla per convocarlo a breve. È un progetto importante perché oltre a ricordare i fasti del passato sono testimonianza viva di un grande gruppo: quando sono insieme il tempo sembra si sia fermato".


