Cherubini: "Il settore giovanile è fondamentale per noi. Abbiamo investito tanto sulla Femminile"
C'è spazio anche per il Settore Giovanile e per la parte femminile del club nell'intervista di Federico Cherubini, CEO del Parma, a Calcio e Finanza. Questo un estratto delle sue parole: "Il settore giovanile per noi è fondamentale, spesso se ne parla magari per gli aspetti tecnici, come “abbiamo vinto questo campionato” o “abbiamo questo ragazzo interessante”. Non parliamo mai di settore giovanile riconoscendogli anche un valore come asset economico-patrimoniale, che noi in Italia stiamo sfruttando malissimo. Ne parliamo come fosse quasi un male necessario. Credo che una sana valorizzazione della filiera abbia proprio un contenuto economico".
In che modo possono impattare economicamente?
"Ci sono delle analisi che abbiamo fatto su quanto costano le panchine profonde delle rose in Serie A: dal ventesimo giocatore in poi, nelle rose di Serie A, i calciatori giocano pochissimo ma hanno costi importanti perché acquisiti esternamente. Se quei calciatori iniziassimo strutturalmente ad alimentarli dal sistema settore giovanile avremmo una riduzione dei costi e un valore patrimoniale aumentato. Da noi la valorizzazione della filiera, anche degli italiani, sarà la base del progetto futuro del nostro settore giovanile e anche gli obiettivi saranno orientati a quanti ragazzi del territorio riusciamo a portare in Primavera o in prima squadra, senza guardare troppo ai risultati".
Per la seconda squadra ha detto che è meglio partire dalla Serie D?
"In tanti si sono meravigliati, ma chi conosce il sistema europeo sa che il 60% delle seconde squadre dei top club gioca in quarta divisione. Per club come Juventus, Atalanta, Milan o Inter la Serie C può andare bene, ma per realtà come il Parma la Serie D sarebbe ideale. Oggi la nostra Primavera in Serie C farebbe fatica: serve anche un cambio culturale, capire che la Serie D può essere parte del percorso di crescita. E anche la cultura del prestito è qualcosa che va rivisto, è soprattutto italiana: così la Serie C è diventata sviluppo per conto terzi, ha perso la sua vocazione formativa. In più, anche alcune norme, come l’abolizione del vincolo sportivo, hanno penalizzato club e ragazzi: se investi sui giovani devi poter tutelare quel patrimonio, altrimenti diventa difficile costruire strutture e programmi di crescita".
Perché parla di mese di nascita?
"È un fenomeno presente in tutti gli sport, chiamato RAE (Relative Age Effect): chi nasce nei primi mesi dell’anno ha spesso un vantaggio rispetto a chi nasce negli ultimi, pur essendo nella stessa categoria perché i gruppi sono divisi per anno solare. Nei settori giovanili i ragazzi “più grandi” risultano spesso più sviluppati fisicamente e vengono selezionati più facilmente. Il rischio è perdere talento tra i nati negli ultimi mesi dell’anno, soprattutto dopo settembre, perché maturano più tardi. Alcuni Paesi hanno introdotto correttivi per non disperdere questi profili, noi meno".
E sulla Femminile invece?
"Abbiamo un progetto femminile molto importante, ha ottenuto risultati importanti con il ritorno in Serie A lo scorso anno e la salvezza quest’anno. Siamo stati i primi ad avere una seconda squadra femminile nel calcio italiano. Abbiamo una policy sulla maternità molto importante , diamo la possibilità alle ragazze di vivere la vita senza la paura di perdere l’opportunità professionale. Stiamo facendo un investimento nel comune di Noceto, stiamo formalizzando l’acquisto del centro sportivo dove già giochiamo e che è il nostro hub del calcio femminile. Nel femminile siamo particolarmente attivi".


