Carboni: "Non ho mai avuto un piano B oltre al calcio, ora sogno di giocare per l'Argentina"
Franco Carboni, difensore del Parma, ha rilasciato una lunga intervista a Il Corriere dello Sport, raccontando la sua vita a partire dai primi ricordi con suo padre, anche lui calciatore: "Mi ricordo quella che scambiò con Milito in un Catania-Inter, quella del 3-1. Bellissima. Io ho passato un’infanzia fantastica tra Lanus, Salisburgo e la Sicilia. Giocavo sempre con mio fratello Valentin: quante cose abbiamo rotto a casa di mia nonna. Ero più grande fisicamente, vincevo sempre o quasi. Appena l’altro fratello è cresciuto (Cristiano) lo abbiamo messo in porta. Ce le davamo di santa ragione, nessuno di noi voleva perdere".
Quando hai capito che avresti fatto il calciatore?
"Quando sono arrivato in Italia. Dopo cinque mesi a Catania io e Valentin ci siamo trasferiti all’Inter. Avevo 16 anni, e li mi sono detto 'forse ce l’ho fatta...'. Non ho mai avuto un piano B, giocavo al Lanus quando avevo 8 anni e, una volta finita la scuola, dalle 12 alle 19 andavamo al campo di calcetto con gli amici".
Un sogno nel calcio?
"Giocare per l’Argentina. Sono stato convocato dall’Italia U18 ai tempi del Covid, ma ho sempre sognato l'Argentina".
Hai visto la finale del Mondiale?
"Purtroppo è andata male. L’ho vista a casa, lontano dalla mia famiglia, in compagnia della mia fidanzata. Ero nervoso, come se me lo sentissi. Questa Nazionale è stata incredibile e va solo ringraziata per tutto quello che ha fatto. Si può perdere, ma noi argentini siamo orgogliosi di loro".
Che cosa rappresenta per te Messi?
"Mi sono allenato con Messi nel 2022, ero con l’U20. Gli ho chiesto una foto a fine seduta. È una cosa che non si può spiegare. L'altra sera l'ho rivisto: roba folle! Mio fratello Valentin ha vissuto con lui cose importanti, come la vittoria della coppa America. Tanta roba".
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