Ancora Cuesta: “Ci attendono ancora allenamenti per migliorarci. Non chiamatemi nerd, provo a preparami normalmente”
In una lunga chiacchierata con il quotidiano sportivo spagnolo AS, l’allenatore del Parma Carlos Cuesta è intervenuto per parlare di sé stesso. Queste alcune delle sue parole.
Le do 4 nomi: il portiere Suzuki, il difensore Troilo, il centrocampista Bernabé e l’attaccante Pellegrino. Quattro giocatori con molto talento. Che futuro li aspetta?
“Li aspetta domani un allenamento dove devono essere al 100% per continuare a migliorarsi. Sono giocatori di grande talento e la miglior maniera di raggiungere gli obiettivi per il futuro è migliorare il presente, quindi devono fare questo: concentrarsi sull’oggi”.
Precoce, studioso e con 6 lingue nel bagaglio: la si può chiamare “nerd del calcio? Qual è l’equazione perfetta per lei?
“No, non mi chiamate nerd, suona male! Io provo a essere normale e preparami. Tutti gli allenatori parlano più lingue. Guardiola parla italiano, inglese, catalano… Anche Arteta parla un francese perfetto. Alla fine, tutti provano a migliorare. Studiare il gioco è studiare la vita. Se si sa solo di calcio non si sa neanche di quello”.
Parlando di ispirazione, sembra che lei guardi a Jose Mourinho, perché?
“Perchè vidi che una persona che non era praticamente mai stato allenatore era stato capace di arrivare all’élite come allenatore. Sicuramente fu una ispirazione per convincermi che era possibile dedicarmi al calcio senza essere stato calciatore”.
E’ sicuro che abbia lo stemma della Champions League come sfondo sul telefono?
“Mh, ho una foto con mia moglie (ride)”.
Dal 2020 al 2025 è stato a lato di Arteta. Nell’Arsenal si è alzato di livello, passando da allenatore di sviluppo individuale a vice-allenatore. Che idee calcistiche si è portato da Londra a Parma?
“Passando tanto tempo in un posto, le cose che senti che costituiscano il tuo gioco le porti con te. Però quando abbiamo iniziato il processo qui, la prima cosa che abbiamo provato a fare è stata essere il Parma, non una versione di un’altra realtà. Abbiamo provato a comprendere cosa aveva dato il successo a questo gruppo nel passato e abbiamo provato a evolverlo. E’ stato un processo perchè la idea si è modificata e ha preso direzioni diverse”.
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