Suzuki pronto per il Mondiale (e per il mercato?). Cuesta l’uomo giusto per far crescere il Parma, ma serviranno idee comuni su cessioni e acquisti, con l’obiettivo di puntare il più in alto possibile.

Luigi Apolloni (Frascati, 2 maggio 1967), bandiera crociata sia come giocatore che come allenatore, giudica a ParmaLive.com l'attualità in casa ducale.
19.05.2026 00:00 di  Luigi Apolloni   vedi letture
Suzuki pronto per il Mondiale (e per il mercato?). Cuesta l’uomo giusto per far crescere il Parma, ma serviranno idee comuni su cessioni e acquisti, con l’obiettivo di puntare il più in alto possibile.

Il Parma si è presentato a Como con la consapevolezza di avere tutto da guadagnare e niente da perdere, con i lariani che erano chiamati a vincere per continuare a coltivare il sogno Champions League. I crociati hanno mostrato tutta la loro bravura nel saper soffrire, soprattutto nella prima parte di match; nella seconda parte ho visto un miglioramento, con quel gol annullato a Pellegrino per un fuorigioco millimetrico e in generale un atteggiamento positivo. È stato molto bravo Suzuki a chiudere su diverse giocate del Como, molte delle quali sono scaturite da palloni persi in costruzione dai difensori del Parma. Il portiere giapponese si è reso protagonista di una buonissima gara, mettendosi nuovamente in mostra e dimostrando di aver ritrovato la condizione dopo l’infortunio, anche in ottica mercato. Lui sicuramente vuole farsi trovare pronto per il Mondiale, ma con queste prestazioni è possibile che arrivi qualche richiesta dal mercato per lui, con la società e il giocatore stesso che poi la valuteranno. Per quanto riguarda invece il centrocampo, ormai orfano di Bernabé e con Ordonez al suo posto, la compattezza è sicuramente il fattore più positivo. L’argentino dà più quantità, ma con l’assenza del 10 viene meno quel pizzico di quantità e di fantasia, nonostante per lui non sia stato un anno particolarmente felice a causa degli infortuni e dei diversi alti e bassi. Il nuovo assetto proposto da Cuesta, con Ordonez accanto a Nicolussi Caviglia e Keita è più equilibrato, ma fa più fatica nel ripartire. L’assenza di Bernabé toglie un giocatore in grado di compiere quella giocata, dribbling o passaggio filtrante che sia, in grado di innescare gli attaccanti.

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Mettendo un attimo da parte il calcio giocato, la settimana del Parma è stata caratterizzata anche dalle parole di Cherubini e di Cuesta, sul futuro di quest’ultimo. A mio avviso sono dichiarazioni di circostanza, fermo restando che ci debba essere volontà da entrambe le parti di continuare insieme. Il Parma dovrà guardare anche ai conti, andando a vendere qualche giocatore che avrà delle richieste, così da fare cassa e poter poi reinvestire. E su questo punto bisognerà essere tutti d’accordo, società e allenatore. Le basi per poter proseguire con lo spagnolo in panchina ci sono e ci sono anche in campo, con dei giocatori che hanno mostrato di tenerci alla maglia. Vanno trovati elementi in grado di completare la rosa, ma su questo confido nella società che già ce lo ha dimostrato: ne è un esempio Elphege che giocava nella seconda serie francese e che si è rivelato importante per la salvezza e soprattutto adatto al gioco proposto da Cuesta, forse più di Pellegrino, che comunque è un ottimo attaccante. Quindi penso che il punto chiave per discutere sulla permanenza di Cuesta sia relativo a chi partirà e chi poi arriverà: servirà sicuramente un confronto sulle idee e sugli elementi che ci vorranno per portare a termine queste idee. Il Parma vuole costruire con i giovani, valorizzarli, renderli appetibili e allo stesso tempo mantenere la Serie A, provando poi ad arrivare più in alto possibile. E da questo punto di vista credo che Cuesta sia la persona adatta, perché ha costruito, ha dato certezza nella fase di non costruzione e può lavorare ancora meglio per dare una continuità al suo lavoro. È un allenatore giovane, che ha poca esperienza ma ha mostrato il sapersi adattare a quello che è il campionato italiano.

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Sul discorso giovani c’è da sottolineare anche il lavoro del Settore Giovanile, con la Primavera in particolare che ha strappato il pass per le semifinali playoff e andrà a giocarsi il titolo di categoria. Mister Corrent e il direttore Notari hanno fatto un grande lavoro, facendo crescere i giocatori e raggiungendo un traguardo davvero storico. Questo denota la grande volontà del club di far crescere ragazzi, che magari un domani potranno essere importanti anche per il Parma dei grandi.

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