Pellegrino alla Juve operazione in linea con il progetto del Parma di oggi. Sul campo si inizia a sperimentare, sperando di avere un Frigan in più
Il Parma è tornato ad allenarsi a Collecchio e nelle scorse ore c’è tata anche la prima amichevole, contro la formazione Primavera gialloblu. Ma ad avere spazio nei giornali è la trattativa che c’è tra la società crociata e la Juventus per Mateo Pellegrino. L’argentino, da quando è arrivato, si è dimostrato essere un punto fermo, un perno importante per il Parma Calcio, partendo da sconosciuto e mettendo piano piano in evidenza le sue qualità, le sue caratteristiche principali e facendo tanti gol. Inevitabilmente sono arrivate le attenzioni da parte di altre squadre, Juventus in primis e questo percorso sarebbe naturale per il progetto crociato di oggi. Il Parma ha come obiettivo quello di mettere in evidenza i propri giocatori giovani, per poi cederli a squadre di un certo livello, come può essere la Vecchia Signora, incassando cifre importanti da reinvestire sul mercato. Per il ragazzo, dovesse diventare davvero bianconero, sarebbe un ambiente diverso, con aspettative differenti alle quali si dovrebbe abituare.
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Senza dubbio, la partenza di Pellegrino, oltre alle probabili di Suzuki, Keita e Bernabé, obbligherebbe Cuesta a lavorare e non poco sulla sua formazione, che andrebbe a perdere in un colpo la sua spina dorsale. Ma lo sappiamo, questa è la filosofia del Parma: non è una società come possono essere le big italiane: Juve, Inter, Milan, Roma hanno maggiore disponibilità e anche la Fiorentina sta facendo un mercato dispendioso. La società crociata non è più quella di qualche anno fa e si autoalimenta, giustamente, attraverso l'acquisto di giovani promesse, oppure di giocatori sconosciuti talentuosi che crescono, che migliorano e che poi permettono al club di monetizzare e di investire nuovamente. Tra i giocatori ancora “sconosciuti” nel mondo Parma c’è Frigan, tornato finalmente a disposizione di mister Carlos Cuesta, che lo ha schierato titolare nell’amichevole di domenica contro la Primavera. Il croato può davvero essere l’arma in più per questa stagione: se la società lo ha acquistato, ormai 12 mesi fa, è perché ha visto in lui delle qualità importanti. La speranza è che la sfortuna smetta di accanirsi su di lui e che il ragazzo possa scendere in campo con continuità per dare una mano ai compagni.
Parlando proprio dell’amichevole, Cuesta ha messo in campo i suoi con il 4-3-3, abbandonando almeno per il momento la difesa a 3 che aveva contraddistinto soprattutto l’ultima parte della scorsa stagione. È giusto sperimentare in questa fase, provando moduli diversi e tentando di valorizzare il maggior numero di giocatori possibili a sua disposizione. Questo cambio può anche essere un’arma per dare più consistenza alla manovra offensiva, che è stata il punto debole del primo Parma targato Cuesta. Magari vedremo un qualcosa di più spettacolare, anche in risposta alle tante critiche che sono state mosse l’anno scorso dal punto di vista del gioco. L’allenatore spagnolo aspetta sicuramente qualche novità del mercato, che, con la fine del Mondiale, entrerà sicuramente nel vivo con Cherubini e Pettinà che proveranno a mettere a disposizione del mister i giocatori che gli servono per costruire il Parma 2026/27.
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