Partiti ad agosto con delle incognite, bravo Cuesta a spazzarle via. Sarebbe giusto ripartire da lui anche il prossimo anno
Il Parma chiude la sua stagione con una partita molto bella al Tardini: abbiamo visto i crociati finalmente più propositivi nella fase offensiva andando a creare i presupposti per fare anche più di un gol. Si è sfiorata la marcatura che non è arrivata per qualche centimetro in diverse occasioni, ma si sono viste le qualità anche offensive di questa squadra, culminate poi nel gol del solito Pellegrino. Contro il Sassuolo si è dunque chiusa una stagione sicuramente positivissima: eravamo partiti con delle incognite, soprattutto per quello che riguarda la guida tecnica, invece Cuesta ha dato adito di essere un allenatore che sa il fatto suo, ha delle idee e che ha avuto la capacità di farsi seguire. Ogni giocatore ha dato sempre il meglio di sé, con impegno e dedizione e questo è il valore aggiunto del quale si deve dare merito al mister.
E proprio a Carlos Cuesta la curva ha voluto dare il suo tributo a fine gara, omaggiandolo, salutandolo e ringraziandolo per la stagione. Non era facile per un allenatore giovane e senza esperienza da primo allenatore, ma lo spagnolo ha saputo calarsi benissimo nella realtà gialloblu, entrando in empatia con giocatori e tifosi. Ha dimostrato impegno, amore e dedizione per la maglia crociata, con dei valori morali e tecnici, che si sono visti poi in campo nelle prestazioni della sua squadra. È stato, in alcune gare, molto più legato a non prendere il gol, però questo ha permesso al Parma di portare a casa il risultato. Sulla sua permanenza ci sono dei dubbi, non c'è stata ancora una manifestazione da parte della società o da parte di Cuesta su una sua permanenza. Ha fatto bene, non c’è dubbio, e secondo me ripartire da lui sarebbe giusto. Bisogna vedere se c’è la volontà da entrambe le parti, con le idee di società e allenatore che devono andare di pari passo. Il maiorchino vorrà fare uno step in più e porterà delle richieste al club e bisognerà vedere se sono allineate con le idee che i dirigenti hanno. Mi dispiacerebbe vederlo andar via, perché ha fatto vedere di essere un allenatore bravo, preparato e ben voluto, questo penso sia una cosa molto importante per l'identità di Parma, per i tifosi e per i giocatori stessi.


