Parma, due parole d'ordine: intesa ed equilibrio. I nuovi si devono inserire, ma bisogna fare in fretta. Si riparta dalla reazione avuta contro il Monza
Grande caldo a Parma per la sfida tra i crociati e il Monza, terminata in pareggio sull’1-1. Il clima ha sicuramente influito sul match, ma possiamo comunque trarre degli spunti interessanti. Il Monza sicuramente è partito meglio, è andato in vantaggio meritatamente grazie al gran gol di Robinson, con gli uomini di Cuesta che erano molto contratti, nonostante fossero tornati al vecchio modulo ed è stato bravo Corvi a salvare il risultato in un paio di occasioni. C’è stato l’innesto di Diego Carlos, che può portare esperienza, ma la sua condizione non è ancora ottimale e si è visto: si è allenato da solo per diverso tempo e deve mettere minuti nelle gambe, oltre che perfezionare l’intesa con i compagni. Qualche problema a centrocampo, dove ha fatto una buona gara Keita, mentre Ordonez e Fabbian potevano dare di più. L’argentino ha delle qualità, ma ancora non riesce a esprimerle al meglio, mentre l’ex Bologna si deve ancora inserire nel contesto Parma. Per quanto riguarda l’attacco, Romero e Touré hanno combattuto, ma c’è ancora da lavorare sulla loro intesa: spesso erano distanti e non sono riusciti a dialogare bene.
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Le cose sono andate meglio nella ripresa, soprattutto con l’ingresso di Sierro. Si è vista subito la sua esperienza: è un giocatore che dà ordine, che può guidare il gruppo di giovani di cui è formata la formazione del Parma. Lo svizzero è entrato bene in partita nonostante fosse appena arrivato, ha dettato i tempi giusti e ha saputo gestire una situazione non facile, con il Monza che era davanti e che aveva trovato il gol proprio perché il centrocampo si era abbassato troppo. Ci sono delle cose da migliorare, ma si può ripartire dalla reazione che la squadra ha avuto nella ripresa. Si sta cercando senza dubbio di ritrovare l’equilibrio e le misure giuste tra i vari reparti. Non dimentichiamo che la squadra ha perso la sua colonna vertebrale con gli addii di Suzuki, Circati e Pellegrino. Il portiere è vero che non aveva giocato diversi mesi, ma era comunque un punto importante per far partire il gioco. L’australiano, nonostante la giovane età, era diventato un punto di riferimento importante, così come l’ex numero 9, che aveva una fisicità tale da permettere il lancio lungo e lo sviluppo sulla seconda palla. Ora lui è andato e bisogna trovare il modo di permettere a Romero e Touré di accendersi e di dimostrare le proprie qualità.
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Chi invece non ha avuto problemi a mettersi in mostra è Simone Lontani, che si sta confermando come uno dei più in forma a disposizione di Cuesta. Sta dando una grossa mano e io sono convinto che possa giocare da mezzala più che da esterno: ha il tempismo giusto per l’inserimento, la tecnica per servire il compagno e la capacità di fare gol. Con lui il Parma ha fatto un ottimo colpo, non dimentichiamoci che era svincolato. Lui si vede che ha fatto la preparazione con i compagni, ha avuto il tempo di crescere e di iniziare ad affinare l’intesa con il resto della squadra. In questo senso può essere una guida anche per gli altri nuovi che dovranno lavorare per inserirsi al più presto.
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