Le parole di Pellegrino sono segno di grande umiltà. Suzuki e Circati al Mondiale un motivo d'orgoglio, e per l'Italia...

Luigi Apolloni (Frascati, 2 maggio 1967), bandiera crociata sia come giocatore che come allenatore, giudica a ParmaLive.com l'attualità in casa ducale.
31.03.2026 00:00 di  Luigi Apolloni   vedi letture
Le parole di Pellegrino sono segno di grande umiltà. Suzuki e Circati al Mondiale un motivo d'orgoglio, e per l'Italia...

Settimana di pausa Nazionali quella appena trascorsa, con la serata di oggi che ci dirà se a questo Mondiale tra USA, Messico e Canada ci andrà anche l'Italia. Ma andando con ordine, in casa Parma l’evento principale degli ultimi giorni sono state le parole di Mateo Pellegrino ai margini del Meet&Greet allo store della società. Il centravanti ha fatto trasparire le sue emozioni e il suo desiderio di ricevere più palloni e di qualità migliore sulla sua testa. Lui sta dando tantissimo al Parma Calcio e vorrebbe dare ancora di più, proprio per la sua bravura non soltanto come calciatore ma anche come ragazzo. Questo ha un valore aggiunto importante per la squadra gialloblu. Il numero 9 ha parlato di compattezza, perché l’organizzazione difensiva è quell’aspetto che in questa stagione il Parma ha fatto meglio, ma ha anche giustamente fatto notare anche che ci vorrebbe un “accompagnamento” nella fase offensiva. Servirà fantasia, ma anche quei cross che Pellegrino ha un po’ chiesto, che possono permettergli di sfruttare al meglio le sue qualità. Lui, umilmente, ha detto di dover migliorare e tentare di far gol anche in altre maniere, ma dei traversoni migliori potrebbero permettergli di aumentare il suo già ottimo bottino. Altro tasto toccato dall’attaccante ex Velez è stato quello del rilassamento mentale che la squadra ha avuto in occasione dei match contro Torino e Cremonese. Chi meglio di lui, che è all'interno dello spogliatoio e del campo, per dire ciò. Dall’esterno, nel match con la Cremonese, potevamo aver avvertito l’assenza di cattiveria e di determinazione per raggiungere il risultato e le dichiarazioni di Pellegrino ce lo sottolineano. Ci fanno capire anche l’umiltà del ragazzo, che evidenzia le caratteristiche di questa squadra, che è comunque arrivata a 34 punti, con grandi valori e una grande compattezza nello spogliatoio.

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Durante questa sosta con le Nazionali ci sono stati tre crociati della Prima Squadra impegnati in campo: Britschgi con l’Under 21 svizzera, Circati con l’Australia e Suzuki con il Giappone. Questi due giocheranno, con ogni probabilità, la Coppa del Mondo e questo è senza dubbio un motivo d’orgoglio per il club e per i compagni che giocano con loro. Circati e Suzuki avranno una motivazione in più per contribuire all’obiettivo salvezza del Parma, preparandosi contestualmente alla rassegna che si giocherà in estate. E a proposito di Mondiale, in serata l’Italia scenderà in campo contro la Bosnia ed Erzegovina per cercare di strappare il proprio pass per la Coppa del Mondo. Io, a Sarajevo, ho giocato il mio ultimo match con la maglia Azzurra nel 1996 e ricordo che fu una partita emotivamente toccante. Era un’amichevole fatta per rilanciare lo sport come strumento importante per veicolare la pace e sensibilizzare tutti gli amanti del calcio alla situazione che la Bosnia stava vivendo in quel periodo. La sfida in programma nelle prossime ore si giocherà, ovviamente, in un altro contesto e sarà una partita difficile per la formazione del CT Gattuso. Loro sono in casa e hanno un'opportunità incredibile, quella di andare ai Mondiali, cosa che hanno fatto solo una volta nella loro storia. I giocatori metteranno in campo un grande senso di appartenenza nei confronti della loro Nazione e a rendere l’ambiente ancora più infuocato ci sarà anche una risposta emotiva a quel video di Dimarco e compagni che esultavano al loro passaggio del turno. È possibile che la Bosnia si sbilanci, spinta dal proprio pubblico, e l’Italia dovrà essere brava a sfruttare le ripartenze e le qualità dei suoi singoli. Anche per i nostri si tratta di una grande occasione, perché saltare per la terza volta di fila l’appuntamento con il Mondiale sarebbe un disastro totale per il movimento italiano. In questi anni, il calcio ha smesso di essere lo sport di punta del nostro Paese: Sinner è diventato il numero 1 del mondo, ora Antonelli sta facendo benissimo in Formula 1, la pallavolo sia maschile che femminile hanno vinto tanto, lo sci ci ha regalato numerose emozioni… Tutti questi sport hanno preso un po’ il posto del calcio e per tornare a parlare di pallone e per far riavvicinare anche i giovani serve che gli Azzurri tornino al Mondiale. Bisognerà restare concentrati sulla partita, senza lasciarsi condizionare dal resto, dall’ambiente o da quello che poi potrebbe succedere dopo: se uno si concentra su quello che deve fare e pensa solo a raggiungere l’obiettivo, c’è più possibilità di arrivare al risultato.

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