Complimenti al Parma. Ora da capire le ambizioni societarie il prossimo anno. Suzuki e Keita le cessioni più probabili
Complimenti al Parma: società, allenatore e giocatori hanno raggiunto la salvezza matematica. Un risultato tutt’altro che scontato: il Parma è una delle squadre più giovani e ha dimostrato che il lavoro è stato fatto in maniera ottima, valorizzando determinati giocatori. Va fatto un elogio a tutta la società, in primis all'allenatore e anche al direttore Cherubini. Per quanto riguarda la partita contro il Pisa, abbiamo visto nuovamente Elphege protagonista, che stavolta ha giocato assieme a Pellegrino. I due, secondo me, possono coesistere, perché sono due prime punte abili ad adattarsi e a dividersi il campo. Il francese ha la capacità di girare attorno e sfruttare gli spazi in profondità, l’argentino è più bravo a stazionare in area e nelle zone centrali del campo. Con la salvezza matematica si è anche materializzato il riscatto di Nicolussi Caviglia, arrivato a gennaio con umiltà e in grado di dare una marcia in più al centrocampo ducale. Il valdostano conosceva già l’ambiente, anche se nella sua prima avventura a Parma era stato limitato dal grave infortunio al crociato. È un ottimo giocatore, sa leggere le situazioni ed è cresciuto notevolmente rispetto a qualche anno fa. È ritornato in Emilia con personalità, dando una grossa mano alla squadra e mettendo la sua intelligenza tattica a servizio dei compagni.
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Da ora si può iniziare a pianificare il prossimo anno e molto dipenderà dalle ambizioni e dal progetto della società. L’obiettivo principale è quello di valorizzare i giovani e allo stesso tempo salvarsi il prima possibile. Quest’anno è stato fatto in modo egregio, bisogna capire il prossimo anno se si partirà con le stesse aspettative o se si punterà a qualcosa di più. Questo lo sanno solo la proprietà e la dirigenza che programmeranno il futuro. Io posso solo sperare che il percorso iniziato in questa stagione possa essere portato avanti, valorizzando i giovani e inserendo anche dei giocatori di esperienza se dovesse partire qualcuno. Il Parma sappiamo che vuole far crescere i giovani per poi lanciarli e venderli a cifre importanti, ma ciò non vuol dire che è impossibile dare continuità al progetto. Parlare di mercato ad oggi è molto difficile. Se si dovesse ipotizzare una cessione, mi viene in mente quella di Suzuki: in casa il Parma ha trovato un portiere bravo e affidabile come Corvi ed è plausibile che gli venga data un’opportunità. Per il nipponico, invece, si potrebbero aprire le porte di formazioni big in Italia o all’estero, in Inghilterra, dove potrebbe dimostrare le sue qualità. È un portiere bravo in porta ma anche nelle fasi di impostazione, con i suoi lanci lunghi che sono una variante tattica molto importante, un ruolo simile a quello che ha Savic nel Napoli di Conte. Un altro possibile partente potrebbe essere Keita, che ha tanti estimatori. Dovesse partire lui, si potrebbe puntare su un giocatore un po’ più esperto e bravo con i piedi da affiancare a Nicolussi, visto che i giovani ci sono e tanti in difesa: Troilo, Circati e anche Ndiaye che sta dimostrando le sue qualità.
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Domenica si giocherà a San Siro contro l’Inter, in una gara che potrebbe essere decisiva per l’assegnazione dello Scudetto. Vedremo come mister Cuesta deciderà di affrontarla, se dando continuità a modulo e uomini o magari provando a cambiare qualcosa. Io ritengo che l'allenatore spagnolo possa dare continuità allo stile di gioco, magari dando l'opportunità ad altri di mettersi in mostra, anche iniziando a progettare il prossimo anno, capendo chi può far parte del Parma del futuro e chi no. C’è da capire la situazione di un paio di giocatori in prestito, possibili riscatti… Ora a mente sgombra, senza l’assillo del risultato, si può provare qualcosa. Ovviamente senza perdere solidità, come era accaduto contro la Cremonese. Con il Pisa, invece, si è vista una squadra vera, con un atteggiamento positivo. I toscani li avevo osservati anche in altre occasioni e non mi erano dispiaciuti. Arrivano nell’area avversaria, ma poi sono poco lucidi e concreti davanti alla porta. Il Parma è stato bravo e anche fortunato, ma è riuscito a fare la differenza grazie all’atteggiamento messo in campo, che si era già visto al Tardini conto il Napoli.
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