Bisognava entrare in campo con il coltello tra i denti. Sfruttare la pausa per ritrovare la determinazione

Luigi Apolloni (Frascati, 2 maggio 1967), bandiera crociata sia come giocatore che come allenatore, giudica a ParmaLive.com l'attualità in casa ducale.
24.03.2026 00:00 di  Luigi Apolloni   vedi letture
Bisognava entrare in campo con il coltello tra i denti. Sfruttare la pausa per ritrovare la determinazione

Quella di sabato per il Parma è una sconfitta che brucia per come è arrivata. Nel calcio ci sta perdere, ma non in questo modo. Il Parma ha mostrato dei limiti grossi, non tanto tecnici o tattici, ma caratteriali. Una squadra che gioca per la salvezza deve entrare in campo sempre con il coltello tra i denti. Deve essere determinata, cattiva agonisticamente, deve lottare su ogni pallone. Questa gara ha probabilmente fatto vedere dei limiti che c’erano stati anche in altre partite. La Cremonese aveva più paura, era più contratta e probabilmente si sarebbe accontentata del pari. Vedere il Parma andare al tiro per la prima volta con Pellegrino al 42’ non è stato di certo un buon segno. Nella ripresa la Cremonese ha trovato il gol con Maleh e da quel momento per i crociati è diventato tutto più difficile. Il secondo gol è stato una perla di Vardy, che ha imbucato per Vandeputte, ma lì ci sarebbe da correggere la postura del corpo di Valenti, che si sarebbe dovuto mettere in diagonale e non sulla stessa linea della palla per impedire quel passaggio. Dopo il raddoppio il Parma ha creato qualche pericolo, ma i grigiorossi hanno contenuto le poche sfuriate gialloblu andandosi a prendere i tre punti.

Giampaolo in conferenza postpartita ha giustamente detto che bastava poco alla Cremonese per tornare in un trend negativo. Invece il Parma ha permesso loro di far mettere fuori la testa. Dal mio punto di vista, i crociati non hanno fatto bene, soprattutto a centrocampo. Si sono visti proprio alcuni limiti, con i gialloblu hanno permesso gli avversari di essere, non voglio dire superiori, ma quasi. Non è stato sviluppato gioco, è mancata la capacità di saltare l’uomo e di creare superiorità numerica. Naturalmente da questo punto di vista si è sentita l’assenza di Bernabé che, anche se non stava facendo benissimo, è quello in grado di inventare qualcosa. Strefezza ha fatto il suo ma è stato limitato e non è riuscito a trovare una posizione dalla quale fare male. E pure in difesa si è percepita la mancanza di Delprato, giocatore che dà solidità, concretezza, personalità e supporto ai giovani. In questo momento qua il Parma ha l'opportunità, attraverso il riposo causa Nazionale, di ritrovare un po' l'idea di gioco, la determinazione che l'ha sempre contraddistinto, l’attenzione e il gioco corale. Continua a tenere banco la situazione tra i pali crociati: Suzuki rimane un grande portiere, lo ha dimostrato prima dell’infortunio. Probabilmente il fatto di essere rientrato e aver preso quei quattro gol può aver inciso anche sui compagni. Durante la settimana Cuesta lo vede, lo valuta e sa il valore che ha il ragazzo. Quindi potrebbe essere una coincidenza tra il suo rientro e le due sconfitte. Dispiace sicuramente per Corvi che stava facendo bene. La situazione è anche da vedere dal punto di vista del mercato, secondo me. Corvi può essere il futuro portiere del Parma, mentre Suzuki aveva addosso gli occhi di tante squadre e rifarlo giocare può essere visto anche sotto questa ottica.

L’ultimo pensiero vorrei dedicarlo a Frigan, che abbiamo appreso essersi nuovamente infortunato al ginocchio. Prima il crociato, ora il menisco ed è davvero un peccato in primis per il ragazzo. Ci sono passato anche io nel 1998, in una stagione dove ho giocato pochissimo proprio per lo stesso tipo di infortunio. Per fortuna, c'era una difesa già ben collaudata che era fatta di Buffon, Cannavaro, Thuram, Sensini, giocatori che hanno fatto la storia del Parma in quegli anni. Certamente mi dispiace per Frigan perché poteva essere una risorsa importante per l’attacco di Cuesta e poteva far cambiare passo all’attacco gialloblu. Speriamo si rimetta in sesto per il prossimo anno, perché ormai questa stagione per lui è purtroppo terminata.