Tridenti a confronto: dalla Lega Pro fino alla Serie A, da Calaiò ad Inglese e Gervinho

10.09.2019 21:44 di Mattia Bottazzi Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Tridenti a confronto: dalla Lega Pro fino alla Serie A, da Calaiò ad Inglese e Gervinho

Dal dicembre di Lega Pro, da quando mister D'Aversa si è insediato sulla panchina del Parma al posto di Luigi Apolloni, i crociati, salvo qualche raro caso, hanno sempre utilizzato come modulo il 4-3-3. Ripartenze e gran velocità la parola d'ordine del mister che, oltre ad una grande solidità difensiva ed un'ottima compattezza a centrocampo, ha sempre fatto leva su un tridente di livello su cui puntare per scardinare le difese avversarie. In Lega Pro, ormai quattro anni fa, le gioie dei tifosi le hanno fatto Yves Baraye, Emanuele Calaiò e Manuel Nocciolini. I tre, vista la mancanza di alternative, a parte Mazzocchi sugli esterni e Sinigaglia come prima punta, erano praticamente insostituibili e hanno condotto a suon di gol la squadra in Serie B.

Una Serie B che ha visto un attacco molto più folto e imprevedibile, in cui le alternative sono aumentate a dismisura. I tre reduci dalla Lega Pro hanno vissuto sorti diverse: Nocciolini è stato ceduto a gennaio al Pordenone, Calaiò è rimasto protagonista a giocarsi il posto con Fabio Ceravolo, arrivato dopo la promozione in Serie A col Benevento, mentre Baraye ha giocato col contagocce, in quanto sugli esterni sono arrivati elementi di livello assoluto per la cadetteria come Roberto Insigne, Antonio Di Gaudio e Luca Siligardi, impreziositi a gennaio da Alessio Da Cruz e Amato Ciciretti.

Il primo anno di Serie A ha portato con sè due elementi che, risultati alla mano, sono stati imprescindibili per D'Aversa, e cioè Roberto Inglese e Gervinho, che con i loro gol hanno condotto il Parma alla salvezza. Il terzo elemento è variato a seconda delle esigenze, con Di Gaudio che è stato il preferito all'inizio salvo poi essere ceduto a gennaio, succeduto dai vari Siligardi, Mattia Sprocati, Jonathan Biabiany e, infine, anche Juraj Kucka. La salvezza e il secondo anno nella massima serie ha convinto il direttore sportivo Daniele Faggiano ad aumentare la qualità e le alternative, mantenendo Sprocati, ma affiancando alla coppia gol della passata stagione elementi come Andreas Cornelius, Yann Karamoh e Dejan Kulusevski.