Strategia low risk per porre basi solide, aspettando la conferma di Cuesta
Dopo questi lunghissimi dieci mesi percorsi insieme, Carlos Cuesta e il Parma sono attesi da una decisione importante. Il lavoro svolto dallo spagnolo e dal suo staff è sotto gli occhi di tutti: squadra mai a rischio retrocessione e salvezza arrivata con un mese di anticipo. Ora gli interrogativi sono tanti, perché sebbene il mister abbia un contratto fino al 2027, andranno valutate le intenzioni reciproche di Cuesta e la dirigenza sul futuro. L'anno scorso, Chivu affermò di non vedersi in altri posti che non fossero Parma, ma poi un'offerta irrinunciabile dell'Inter fece vacillare il tutto fino alla separazione. E' bene dunque, sedersi al tavolo per capire il da farsi come ha di recente ribadito Cherubini: "Se le motivazioni sono le stesse che ci hanno unito la scorsa estate sicuramente proseguiremo, se invece dovesse essere come lo scorso anno con Chivu, prenderemo strade diverse. Ma sicuramente il lavoro che Carlos ha svolto è stato straordinario".
Insomma, la strategia sul mercato e la pianificazione della prossima stagione, sono temi caldi e da discutere per comprendere meglio da dove ripartire. Questa stagione ha lasciato tanti spunti positivi, legati ai risultati, e altri negativi correlati ad un'idea di calcio poco estetica. Da qui, una caterva di critiche sono piovute all'allenatore durante l'arco della stagione, che insinuavano una filosofia troppo rinunciataria e poco volta ad offendere. In merito, Cuesta ha risposto così: "L'obiettivo principale della società, quello che mi è stato chiesto dal primo minuto, era la salvezza e la valorizzazione dei giocatori. Aiutarli al massimo possibile per migliorare. Uno stile può favorire di più certi giocatori che altri, inizi con una filosofia e uno stile, ma il modo di giocare è in continua evoluzione. Il nostro stile di gioco cambierà e si evolverà. Il modo di vivere invece non è negoziabile, ci sono piccole cose che cambiano, ma altre no".
Dunque, la priorità era salvarsi a prescindere dall'idea di calcio proposta, e Carlos Cuesta ha pienamente raggiunto questo obiettivo. E' giusto però evidenziare che ci sono state anche gare, come quella in casa con il Milan o quelle con Cagliari e Verona, in cui i crociati hanno creato molteplici occasioni che hanno messo alle strette gli avversari. Questo però spesso non viene menzionato, perché a volte è più facile screditare che dare meriti. Il Parma ora, può ripartire con basi solide e con giocatori che hanno dimostrato di avere un valore elevato. Il cinismo e la solidità difensiva, sono stati punti cardine di questo primo anno targato Carlos Cuesta, ma come affermato dallo stesso allenatore, nulla è precluso per il futuro. In attesa di una conferma o meno dello spagnolo, che dovrebbe arrivare a stretto giro, ma la cosa certa è che il Parma ha fondamenta su cui basarsi.
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