Sorensen, voto 5.5 - Tanta corsa al servizio della squadra, ci si aspettava di più in zona offensiva
Nonostante l'annata del Parma sia stata positiva, ci sono stati giocatori da cui ci si aspettava di più in questa stagione: uno di questi è Oliver Sorensen. Il centrocampista danese, è arrivato a Parma grazie ad un grande sborso economico del club, che ha visto in lui l'erede perfetto di Sohm. Alcuni alti e bassi nell'arco del campionato, hanno spesso relegato Sorensen a seconda scelta, seppur a inizio anno doveva essere un titolare fisso nello scacchiere.
Il film della stagione: Parte discretamente, mettendo in mostra le sue caratteristiche da maratoneta e da instancabile ruba palloni. E' sempre stato il giocatore con più chilometri fatti in campo quando ha giocato, chiaro segno di come le sue doti siano state rilevanti nel gioco del Parma. Una manovra lenta e prevedibile della squadra, non ha mai messo in evidenza le sue caratteristiche da incursore, che gli hanno permessi di fare tanti gol e assist al Midtjylland. Un pò per colpe non sue, un pò per incostanza di rendimento, Sorensen è riuscito a segnare un solo gol, che però definire importante è poco. Ha permesso con un colpo di testa di vincere con la Fiorentina, allora diretta concorrente del Parma per salvarsi.
Da lì in poi però, non c'è stata un'evoluzione o una crescita progressiva. Tante partite di contenimento e corsa, ma nel girone di ritorno Sorensen non ha mai entusiasmato, tant'è che è andato sempre più in fondo nelle gerarchie. Un leggero segnale c'è stato nel finale, in cui ha messo a segno l'assist per Elphege con il Pisa, che ha regalato l'aritmetica salvezza. Troppo poco però, ci si aspettava di più da lui: le sue qualità non sono in discussione, ma l'anno prossimo dovrà alzare il ritmo e cambiare passo.
VOTO ALLA STAGIONE: 5.5 - Tanta corsa a centrocampo, ma in termini di qualità e inserimenti ha dato poco. Ci si aspettava un apporto maggiore in zona offensiva, ma spesso si sono messe in mostra lacune nell'ultimo passaggio. L'età è dalla sua e le qualità le ha, ma dall'anno prossimo è necessario fare quel clic mentale che possa permettergli di crescere e sbocciare un pò come fece Keita.
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