Per quanto smussi gli angoli, la forma ti rimane: le idee di Cuesta, tra passato e futuro

La trasformazione del Parma non è ancora compiuta: le caratteristiche della passata stagione sono ancora ben visibili. E alcune di esse continueranno a esserlo
03.09.2026 16:38 di  Edoardo Mammoli   vedi letture
Per quanto smussi gli angoli, la forma ti rimane: le idee di Cuesta, tra passato e futuro
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Il Parma sta attraversando un momento di transizione: a inizio stagione mister Carlos Cuesta ha avviato una trasformazione del sistema di gioco della squadra, che ha abbandonato il 3-5-2 della passata stagione per abbracciare la difesa a quattro e il tridente offensivo. Ma non tutti i passaggi sono stati digeriti e la formazione crociata sembra ancora un cantiere in costruzione. In molti, tra tifosi e addetti ai lavori, hanno sottolineato come - soprattutto nella gara contro la Juventus - il Parma abbia adottato ancora la strategia del blocco basso, ma soprattutto il problema principale risiede nelle difficoltà in zona d’attacco, dove i gialloblu non sembrano ancora a proprio agio nello sviluppare nuove trame di gioco.

Certe caratteristiche rimarranno
Mister Cuesta ha iniziato un processo di cambiamento, è vero, ma certi dettagli dell’identità crociata non cambieranno. “Per quanto smussi gli angoli, la forma ti rimane”: prendiamo in prestito questa strofa della canzone Per i loro occhi di Ernia per spiegare un concetto che ci accompagnerà nel resto della stagione. È vero che il Parma sta cambiando e in questa stagione ne vedremo una versione diversa, ma certe caratteristiche rimarranno insite in questa squadra: in particolare quella capacità di soffrire in blocco basso, che tanto ha messo in difficoltà le avversarie in passato.

Le idee di Cuesta: tra passato e futuro
Potremmo dunque dire che le idee di mister Cuesta si innestano a metà tra passato e futuro: il tecnico maiorchino sta muovendo la propria squadra verso concetti nuovi e diversi rispetto al passato, ma senza gettare via i lati positivi del lavoro che è già stato svolto. Lui stesso ha più volte ribadito come certi tratti dell’identità di questa squadra non cambieranno mai e uno di questi è proprio la capacità di difendere in blocco basso. Forse è arrivato il momento di arrendersi all’idea che non vedremo mai un Parma tutto calcio e champagne, ma sotto certi punti di vista è meglio così: un’impostazione di gioco più offensiva, certo, ma senza mai dimenticare l’equilibrio e la compattezza.

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