Non prendere gol non esclude il segnarne: l’evoluzione di Cuesta passa da questo, adesso serve fiducia
Dopo la sfida contro il Monza Emanuele Valeri è intervenuto in conferenza stampa, affermando di come la priorità attuale del Parma di Carlos Cuesta sia quella di non prendere gol. Nella conferenza di presentazione di Diego Carlos invece, il difensore brasiliano ha dichiarato di come sia già consapevole che sia più importante non prendere gol per Cuesta che segnarne a valanghe. Da qui nasce però un pensiero nei tifosi del Parma: il non prendere gol non esclude il segnarne.
Per comprendere meglio questo concetto, non complicato ma che necessita di spiegazione, si può ritornare alla sfida contro il Monza: in casa, in un ambiente nervoso per le tre sconfitte di fila e i quasi 400 minuti senza reti, il Parma si è lasciato dominare dai brianzoli, mostrando una timida reazione solo dopo aver subito il gol di Robinson. E anche dopo il pareggio di Lontani, arrivato grazie a un rimpallo e in maniera alquanto casuale, i crociati hanno tirato il freno a mano e non hanno più impensierito Thiam. O ancora: contro la Juventus, dopo un’ora passata nella propria area, i gialloblu hanno avuto le uniche occasioni nitide dopo aver subito il gol bianconero.
La sensazione è che finora il Parma abbia puntato a non perdere, tendendo quindi più a pensare “concentrarsi in difesa esclude il poter attaccare al 100%”. Per carità, questo pensiero ha portato la salvezza lo scorso anno e si è dimostrato vincente, ma cozza con le numerose dichiarazioni di Cuesta riguardo al voler vincere sempre. I problemi in costruzione del gioco e in attacco hanno ovviamente accentuato la difficoltà offensiva, ma la sensazione è proprio quella che non ci sia stata una forte volontà di portare a casa il bottino completo finora, specialmente in una gara dai punti pesanti come quella contro il Monza. Il caldo delle 15:00 non ha sicuramente aiutato il Parma, ma anche con il momentum a favore e la spinta dei tifosi i ducali non hanno trovato il colpo grosso.
L’evoluzione di Cuesta passa proprio da questo: passare dal “non prendere gol esclude il segnarne” al “non prendere gol non esclude il segnarne”. Come si può aggiungere la negazione? Serve sicuramente fiducia e consapevolezza dei propri mezzi da parte dei giocatori, sempre sospinti dai supporter ducali: una volta sbloccata la mente dalle difficoltà psicologiche tutto potrebbe tornare in discesa, anche se l’ultima parola spetterà sempre al campo.
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