Pochi gol e tante critiche, ma il Parma ha già gli stessi punti dell'anno scorso con 6 partite in meno
Sebbene da mesi il Parma sia spesso al centro delle discussioni per il suo modo di giocare e per l'identità che Carlos Cuesta ha dato, i risultati per ora parlano chiaro. In 32 partite, sono 36 i punti raccolti con 8 vittorie, 12 pareggi e 12 sconfitte. Pensare a inizio stagione di assistere ad un campionato sempre tranquillo e con l'obiettivo quasi raggiunto a sei giornate dalla fine sembrava utopico, ma con intelligenza l'allenatore spagnolo e il suo staff ci sono riusciti. I dati riguardanti i gol segnati non sorridono per niente ai crociati, perché 23 gol sono pochi, pochissimi, ma prima della quantità bisognerebbe analizzare il significato di ogni singola rete. Eh sì, perché il Parma quando segna un gol è quasi certo di portare almeno un punto a casa, dunque sintomo di una difesa solida che solo in poche occasione ha avuto passaggi a vuoto. Se l'attacco sterile posiziona il Parma tra le peggiori squadre a livello realizzativo, la fase difensiva è migliore di nove squadre di Serie A.
Il lavoro che ha fatto l'allenatore sotto questo punto di vista è sotto gli occhi di tutti. Si può parlare e discutere sull'idea di difendere a oltranza nella propria area il risultato, ma a Cuesta era stato assegnato un solo compito: mantenere la categoria a qualsiasi costo, con una rosa rinnovata e con il gruppo più giovane della Serie A. Insomma, al primo anno di Serie A e in generale da allenatore, salvarsi con questa spensieratezza non era semplice, ma soprattutto l'adattamento al calcio italiano è stato uno dei punti di forza. Il "bel calcio", l'anno scorso non ha pagato, tant'è che la società ha dovuto cambiare allenatore per evitare di andare in B, chiamando un Chivu capace di sistemare la difesa e di condurre la nave al porto. L'anno scorso, i punti fatti in 38 partite furono 36, sì, proprio come adesso, solo che ora il Parma ha sei partite in meno...
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